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martedì 14 giugno 2011
Vittoria!
Percentuale dei votanti : 57%
Percentuale dei “SI” : 95%
Ha vinto l’Italia e noi con lei:
l’Italia che vuole difendere l’ambiente e la natura e vuole le energie alternative;
l’Italia che non vuole cedere al mercato beni primari, assoluti e universali, come l’acqua;
l’Italia che non vuole che “qualcuno” sia più eguale degli altri per farsi gli affaracci propri alle spalle del popolo credulone.
Hanno perso Berlusconi e la sua lobby.
Hanno perso i suoi servi schiocchi e complici che craxianamente hanno detto di andare al mare.
Hanno perso i traditori che hanno venduto a questa destra borghese, affarista e corrotta, un patrimonio di Ideali e di speranze;
Hanno perso quelli che si turano il naso e dicono di scegliere il male minore, solo perché aspirano alla mangiatoia, e quindi preferiscono stare a galla in una mefitica palude anziché scegliere il mare aperto.
Hanno vinto i giovani, quelli che di solito se ne fregano, che sono apatici, che non si schierano e che, invece, questa volta si sono impegnati, si sono schierati, senza tentennamenti.
Il vento sta cambiando, dal nord Africa ai Paesi Arabi, dall’Europa all’Italia.
Noi, grazie al fatto di esserci schierati subito e senza incertezze, siamo parte di questo cambiamento.
Magari siamo solo una piccola, molto piccola parte, ma ci siamo, non siamo rimasti nella palude, siamo anche noi in mare aperto.
Adesso dobbiamo attrezzarci in fretta, prepararci in fretta, perché il vento del cambiamento soffia anche per noi e non possiamo, non dobbiamo, perdere l’occasione prossima ventura.
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP
Responsabile Provinciale F.N.
mercoledì 1 giugno 2011
Nè gli uni nè gli altri
di Nicola Cospito
L'esito dei ballottaggi nelle ultime elezioni amministrative evidenzia il crollo del centro-destra che, come già da noi osservato a ridosso delle elezioni del primo turno, paga il prezzo di un malgoverno centrale e locale fatto di ignoranza, corruzione, incapacità di affrontare i reali problemi della gente. Una sconfitta, quella del berlusconismo e dei suoi ascari, che noi salutiamo con gioia e soddisfazione perchè, come la maggioranza degli italiani, non vediamo l'ora che il Silvio Berlusconi si tolga definitivamente di torno, dopo i gravissimi danni arrecati a questo nostro sventurato paese, sotto il profilo morale e materiale e di immagine a livello internazionale. Con gioia registriamo che il pallone leghista abbia cominciato a sgonfiarsi, dato che anche il movimento di Bossi ha mostrato di essere corrotto, nepotista, demagogo come i suoi alleati. Con grande soddisfazione poi, registriamo il totale fallimento di quanti, provenendo da destra, più per profitto personale che per convinzione politica, si sono messi al servizio del PdL. La Destra storaciana ha dimostrato ancora una volta la sua reale e totale inconsistenza politica, ottenendo, nonostante l'abbondanza dei mezzi, risultati irrisori. La Fiamma di Romagnoli in questa tornata si è confermata per quello che è: un ectoplasma che da tempo ha cessato di esistere nella realtà.
La sconfitta del centro-destra però, si badi bene, non costituisce motivo di vittoria per lo schieramento di centrosinistra, intanto perchè non può di certo passare in secondo piano il fortissimo astensionismo che delegittima in partenza l'intera cosiddetta classe politica, visto che in tantissimi casi le percentuali dei votanti sono rimaste sotto il 50 % e poi perchè è evidente anche ai sordi e ai ciechi che per molti il voto al PD è stato solo una forma di reazione ai mali del berlusconismo. Emblematico il successo del nuovo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, uomo di legge, che ha avuto una valanga di voti da parte di quanti hanno visto e vedono in lui l'uomo d'ordine, capace di riportare a Napoli un minimo di sicurezza e di pulizia. Nulla a che fare con l'ideologia, nulla con il dipietrismo, soltanto voglia di affidarsi ad una persona nuova, sperando che sia quella giusta. Del resto, se il centro-destra non ha la minima valenza positiva, specularmente il centrosinistra non ha nè uomini, nè programmi, nè tanto meno un progetto politico credibile. Basti considerare quanto è accaduto e sta accadendo in Spagna ove Zapatero, troppo impegnato nella difesa degli omosessuali, della laicità dello Stato, dei pretesi diritti civili, si è guadagnato l'ira degli studenti indignatos che si sono ribellati alla crisi economica e alla disoccupazione endemica occupando le piazze di Madrid e delle principali città iberiche. La verità è che il modello liberista, nelle sue componenti di destra e di sinistra, funzionale all'alta finanza e ai suoi sporchi giochi, sta crollando ovunque, dalla Grecia, alla Spagna, dal Portogallo all'Italia, creando precariato, disoccupazione, miseria, disperazione e che la gente non sa più a quale santo votarsi. Cose queste che gli analisti "politicamente corretti" non vogliono dire. La cosiddetta zona euro sta mostrando cedimenti epocali e sono in molti a pensare che la moneta unica, piegata agli interessi del FMI e della BCE, funziona sempre meno con un mercato senza regole e non supportato da una adeguata politica dei prezzi (concetto questo che i dogmatici liberisti aborriscono come fascista). Lo stesso Grillo, che con il suo movimento a cinque stelle va ripetendo cose che sono nel nostro DNA da sempre, pur denunciando la sostanziale identità dei politicanti di destra e di sinistra, un progetto alternativo non ce l'ha. Sullo scenario presente però si staglia la nostra forza politica, una forza emarginata, isolata, surclassata dai padroni dell'informazione, una forza piccola, ancora, ma che, come la monade di Leibniz ,porta in sè il germe di una potenza immensa, una potenza fondata sul nostro essere davvero l'alternativa globale al sistema, una alternativa fondata su una diversa concezione della politica, dello Stato, dell'economia, una potenza incommensurabile, perchè rispondente ad un progetto organico completo che solo può far ripartire l'Italia.
Nicola Cospito Ufficio Politico MNP
martedì 31 maggio 2011
BERLUSCONI KAPUTT
Noi certamente non possiamo essere lieti della vittoria della sinistra in quanto tale alle elezioni amministrative perché la sinistra è sempre stata ed ancora è l’antitesi del nostro progetto politico e del nostro ideale di società, ma nel contempo siamo molto contenti perché la vittoria della sinistra è stato lo strumento della grande sconfitta di Berlusconi e di Bossi che rappresentano quanto di più meschino, di sudicio, di corrotto, di anti italiano, di egoista, di stupido, di razzista la politica italiana abbia mai rappresentato!
Insomma se per guarire da una malattia grave e mortale si deve prendere una medicina disgustosa e con ampi effetti collaterali negativi, allora tra i due mali….
Queste elezioni sanciscono senza ombra di dubbio la fine del berlusconismo, fine causata sia dai comportamenti inaccettabili di Berlusconi sul piano politico e personale e sia dall’assoluta mancanza di mantenimento delle promesse che per quindici anni egli ha propinato agli italiani per poi disattenderle regolarmente tutte!
Quando Berlusconi esce dal campo della propaganda e della demagogia, nelle quali gli si deve riconoscere un vero talento, e si ritrova alla resa dei conti con la realtà delle mancate realizzazioni, del suo disinteresse per le sorti del Paese, della sua incapacità di dare corpo ad un qualsiasi programma concreto per tentare di risolvere i principali problemi dei Cittadini, allora si vedono i veri limiti di uno che è solamente un venditore di fumo e non uno statista.
Cittadini che si devono confrontare ogni giorno con la crisi economica, con il mancato sviluppo, con la disoccupazione ed il precariato, con il mal funzionamento di ogni ramo della pubblica amministrazione, con la corruzione dilagante, con la penetrazione mafiosa nel tessuto sano dell’economia e che devono assistere al continuo pianto greco di Berlusconi che accusa tutto e tutti, fuorché se stesso, di una situazione che non solo noi, ma i numeri e le statistiche definiscono tragica.
La gente si è stufata di sentire parlare di “dittatura della magistratura comunista”, di intralcio di Fini alla realizzazione dei programmi di governo, di quanto sono “senza cervello” coloro che non votano per lui ed alla fine gli ha mandato un messaggio chiaro e forte di togliersi dalle palle e di lasciare che il Paese cambi pagina!
Certamente, tra le ultime mosse stupide di Berlusconi c’è quella del suo litigio umorale ed infantile con Fini che ha determinato la frana del PDL, perché è certo che i parlamentari “acquistati” come Scilipuoti ed i cosiddetti “responsabili” possono essere utili a conseguire la fiducia in parlamento, ma nel Paese non smuovono un voto utile per il centrodestra, mentre i voti del terzo polo sono stati determinanti per la sua sconfitta elettorale ….
Analogo discorso, seppure si di un altro piano, per la lega che esce anche lei con le ossa rotte avendo perso nelle sue roccaforti come Milano o Novara ed avendo vinto di misura ai ballottaggi dove era solita stravincere al primo turno coma a Varese ed in altri comuni lombardi, soprattutto perché negli ultimi anni ha legato la sua sorte a quella personale di Berlusconi ed è quindi naturale che affondi con lui.
Anche per questo siamo lieti dato che consideriamo la lega il partito degli egoismi, della stupidità, del razzismo verso altri italiani, dell’antinazionalismo e quindi di tutte quelle cose che odiamo!
Insomma, noi avevamo tre nemici: la lega, Berlusconi e la sinistra.
Due sono sconfitti e per ora va bene così.
Poi vedremo per il terzo… Uno alla volta!!
Alessandro Mezzano
MNP
UMBRIA
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sabato 28 maggio 2011
IL “BUON GOVERNO” DELLA LEGA
In Piemonte, come tutti sanno, la regione è governata da quattordici mesi da Roberto Cota della Lega.
Lo stesso Cota, ma anche Bossi, Calderoli, Castelli, Maroni e tutti i chiacchieroni della lega hanno sempre vantato il “buon governo” della lega che “dove amministra lo fa bene con onestà e nell’interesse dei cittadini”.
Orbene in Piemonte, nell’arco degli ultimi otto mesi, nell’ambito della sanità che è materia specifica ed esclusiva della regione, si sono verificati scandali, truffe, malversazioni, corruzioni, turbative d’asta, concussioni e via delinquendo.
L’Assessore regionale alla sanità, Caterina Ferrero riceve un avviso di garanzia e restituisce le deleghe, cinque persone tra cui il suo braccio destro Piero Gambarino finiscono in carcere, altri due agli arresti domiciliari ed altri due ancora sono indagati a piede libero.
Secondo i risultati dell’inchiesta della Guardia di Finanza si tratta di appalti truccati, concorsi pilotati, ed addirittura tentativi di neutralizzare azioni ispettive della SPRESAL che è l’ente preposto al controllo della sicurezza sul lavoro.
In prigione sono finiti Pierfrancesco Camerlengo settore delle case di cura private, Franco Sampò sindaco di Cavagnolo(TO), Vito Plastino commissario della ASL 5, Mario Mozzati dentista.
Certamente, se il buon giorno si vede dal mattino, la lega, che si dice il partito anticorruzione, il partito della gente per bene, l’usbergo della legalità, la garanzia del buon governo, ha dimostrato che al di là delle chiacchiere e delle promesse elettorali ha permesso che in soli otto mesi si organizzasse una bella compagnia di mascalzoni che hanno imbrogliato i cittadini, che li hanno frodati, che li hanno derubati, che li hanno traditi esibendosi in una gestione della quale tutto si può dire meno che essa sia l’esempio del “buon governo”!!
La lega ce l’ha su con i terroni, con gli immigrati, con le moschee e con questo solletica la xenofobia di un branco di poveri di spirito, ma poi, quando arriva al potere, pensa a riempirsi le tasche alla faccia dei creduloni e degli sprovveduti che l’hanno votata.
Altro che “Roma ladrona”..
Si guardino Torino….!!
Come si vede non è necessario attendere che la n’drangheta si infiltri nel nord Italia.
Basta lasciare fare alla lega …!!!!
venerdì 4 marzo 2011
Un governo di bari e truffattori
La notizia battuta ieri dalle agenzie di stampa circa le date fissate dal governo per le elezioni amministrative e i referendum sulla privatizzazione dell'acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento, mostra ancora una volta, come se ce ne fosse ancora bisogno, che l'attuale governo in carica è un governo di lestofanti e manigoldi. Le elezioni amministrative e i referendum infatti si svolgeranno in date diverse, le prime il 15/16 maggio, i referendum il 15 giugno, cosa che costerà non solo all'erario, ma anche e soprattutto agli italiani, svariate centinaia di milioni di euro in più. Il governo infatti ha inteso stabilire date diverse per affossare i referendum, sperando in tal modo di impedire il raggiungimento del quorum necessario a renderlo valido. Un altro tentativo, insomma, soprattutto in relazione al legittimo impedimento, di salvare il cosiddetto premier dai suoi processi. E questo, mentre agli italiani si chiedono sacrifici enormi, mentre si licenziano i precari, mentre non vengono rinnovati i contratti del pubblico impiego, mentre la disoccupazione giovanile raggiunge il 29 %.
Per questo governo di lestofanti, PdL e lega complici nelle malefatte, c' è solo una parola VERGOGNA !!!
Il Movimento Nazional Popolare e Forza Nuova ricordano che solo in Italia il referendum per avere validità ha bisogno del quorum del 50 % dei partecipanti, un'altra emerita truffa di una democrazia non rappresentativa, che ogni giorno di più risulta invisa agli italiani che, stanchi di essere ingannati, non vanno più a votare.
Nelle prossime settimane l'opposizione nazionale antagonista da noi rappresentata, scenderà nelle piazze, in centinaia di banchetti militanti per sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica sulle malefatte di questo governo di forchettoni attaccati alla poltrona, corrotti e capaci solo delle furbizie atte a perpetuare il loro potere.
Nicola Cospito Ufficio Politico MNP
Forza Nuova
sabato 26 febbraio 2011
Sì alla sospensione del trattato di amicizia con la Libia
La proposta del cosiddetto “terzo polo” (Casini-Fini-Rutelli), di sospendere immediatamente il “Trattato di Amicizia tra Italia e Libia”, potrebbe a prima vista sembrare una delle tante enunciazioni atte ad alimentare la polemica tra i Partiti ma, in realtà, è, al di là di quello che sono i promotori, la prima vera proposta politica sulla drammatica vicenda libica, nell’inconcludente e incapacitante chiacchiericcio del Governo italiano.
Perchè, sinora, abbiamo assistito solo a generici appelli a cessare le violenze (leggi massacri indiscriminati di civili) e ad umilianti richieste di aiuto agli altri Paesi europei per affrontare il problema dei profughi (dopo aver loro arrogantemente detto in passato che il problema epocale era stato brillantemente e definitivamente risolto dall’accordo con Gheddafi).
Già, perchè tutti hanno capito che quel “Trattato” non era in realtà tra l’Italia e la Libia, ma tra Berlusconi e Gheddafi, tra la lobby affaristica berlusconiana e quella di Gheddafi.
Sarà quindi bene che l’Italia si affretti a sospendere questo “Trattato”, non solo per non continuare ad essere additata come complice del beduino e sanguinario dittatore, al quale abbiamo dato soldi, tanti soldi e abbiamo venduto armi, tante armi, anche quelle oggi usate per la feroce repressione del suo popolo, ma anche proprio per quelle motivazioni di politica energetica ed economica con le quali il Governo Berlusconi ha giustificato la stipula di quel “Trattato”.
Nessuno si faccia illusioni, tra pochi giorni, forse tra poche ore, a Tripoli ci saranno altri Capi, nemici dichiarati di Gheddafi e, logicamente, nemici anche degli “amici” di Gheddafi.
Sarà quindi bene che i nostri “statisti” da operetta buffa, con annessi superpagati manager pubblici e privati, visto che non hanno previsto e capito cosa stava succedendo in nord Africa, si affrettino adesso ad una prova di intelligenza e di coraggio prendendo posizione subito contro Gheddafi e quello che resta della sua dittatura, prima che i nuovi Capi libici, una volta arrivati al potere, ci presentino il conto, inondandoci di profughi e chiudendo i rubinetti del petrolio o, magari, facendocelo pagare col sovrapprezzo come espiazione per i nostri errori di valutazione.
E, già che ci siamo, invitiamo i corrotti, incapaci e inetti politici che ci governano a cominciare a preoccuparsi per quando, anche in Italia e in Europa, arriverà il vento del nord Africa.
Una nostra storica canzone dice che “la rivoluzione è come il vento” e il vento fa in fretta ad attraversare il mare.
Adriano Rebecchi Ufficio Politico del MNP e
Responsabile Provinciale Forza Nuova
domenica 13 febbraio 2011
Intervista a Nicola Cospito
Cospito intervistato a Barletta da Teleregione in occasione della presentazione della nuova federazione del MNP
L'intervista andrà in onda nei notiziari pugliesi di lunedì 14 febbraio delle ore 14.30, 19.30 e 23.00
martedì 8 febbraio 2011
La Fiamma marzo 2011
Buona lettura,
La Fiamma e altre pubblicazioni sono reperibili sul sito:
www.webalice.it/alessandro.mezzano
lunedì 7 febbraio 2011
"La Destra" dei : torna a casa Lassie!
Correva l’anno 2007 e, commentando la nascita de “La Destra” di Francesco Storace, scrivevamo che era solo “Aria fritta”, anche perchè, nel totale vuoto di programmi e ideali, l’unico impegno politico allora solennemente annunciato era di voler “aiutare Berlusconi a tornare a Palazzo Chigi”.
Scrivevamo anche che ben presto avremmo assistito al “torna a casa Lassie” e così è stato.
Dopo aver girovagato ai margini del PDL, nella speranza di essere perdonati e riciclati, alla fine “La Destra” è stata riammessa nella casa del..... padrone.
Beninteso, per ora dovrà accontentarsi di un semplice posto, peraltro ben pagato, di Sottosegretario e potrà attingere alla mangiatoia di Arcore solo dai locali delle salmerie, dove alloggia la servitù e lontano dagli esclusivi “saloni delle “feste”.
Ma se si comporterà fedelmente e riporterà alla casa del padrone un buon numero dei preziosi voti di quei birichini di ex missini in libera uscita dal PDL (voti sempre più importanti vista l’aria che tira), è quasi certo che ben presto potrà avere il grande privilegio di poter guardare, dal buco della serratura, nella sala del “bunga bunga”.
Come diceva Ezra Pound “se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui”.
La parte finale di questa celebre frase è un buon epitaffio per “La Destra” di Storace e Buontempo!
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP
domenica 6 febbraio 2011
Robert Brasillach
E voi ragazzi del mio paese
Ecco le parole che abbiamo pronunciato,
i nostri fuochi del campo nella notte
le nostre tende nei boschi
Robert Brasillach
Il 6 febbraio 1945 cadeva al forte di Montrouge, a Parigi, fucilato dai vincitori, il giovane scrittore francese Robert Brasillach, collaborazionista, colpevole di aver creduto nel Fascismo immenso e rosso e nel Nuovo Ordine Europeo. Aveva 36 anni, come André Chenier, il fratello dal collo mozzato, ghigliottinato dai giacobini durante il Terrore, al quale aveva dedicato un magnifico saggio letterario. Brasillach era, insieme a Pierre Drieu La Rochelle, Lucien Rebatet, Alphonse De Chateubriand , un esponente di quel Romanticismo Fascista celebrato da Paul Sérant in uno splendido libro
Oggi, nell'anniversario del sacrificio di questo ardente patriota europeo, noi che abbiamo raccolto le sue insegne che innalziamo con orgoglio, lo ricordiamo con inestinguibile affetto e ne additiamo l'impegno e l'esempio alle giovani generazioni del vecchio continente.
Nicola Cospito
mercoledì 26 gennaio 2011
Italia dove vai?
MOVIMENTO NAZIONAL POPOLARE
FEDERAZIONE PROVINCIALE BARLETTA-ANDRIA-TRANI
NEL 508°ANNIVERSARIO DELLA DISFIDA DI BARLETTA,
IL MNP LANCIA DA BARLETTA LA SFIDA DI ALCUNI UOMINI LIBERI E CORAGGIOSI CONTRO IL SISTEMA CHE DANNEGGIA COME SEMPRE IL POPOLO !
Domenica 13 febbraio ore 11.00
AUDITORIUM S.ANTONIO
Via S.Antonio (nei pressi del Poliambulatorio ASL)
Barletta
PRESENTAZIONE DEL MOVIMENTO NAZIONAL POPOLARE.
CONVEGNO SUL TEMA “ITALIA DOVE VAI ?”
FAMIGLIA-SCUOLA-LAVORO-FUTURO PER I NOSTRI FIGLI-SANITA’-PENSIONI-SICUREZZA
Intervengono:
Michele Labbate
(Coordinatore Provinciale)
Prof. Nicola Cospito
(Coordinatore Nazionale)
LA CITTADINANZA E’ INVITATA A INTERVENIRE
domenica 16 gennaio 2011
Banchetti del MNP
Sabato 22 gennaio alle ore 15. 00 MPN, FN E MNP saranno in piazza del Popolo a Roma per una presenza militante. Ottima riuscita ieri dei banchetti di FN a Piazza Re di Roma e a piazza Cola di Rienzo per le dimissioni di Alemanno.
IL MNP
Ufficio Politico
domenica 9 gennaio 2011
La disinformazione politicamente corretta
Negli Usa si è da poco consumata l’ennesima strage, questa volta ad opera di un giovane reduce dall’Afghanistan che aveva dato “evidenti segni di squilibrio”.
Cioè uno dei tanti giovani attratti dai premi d’ingaggio, partiti con lo zaino pieno di sigarette, razioni di superalcolici e di droga, per affrontare meglio il nemico e non temere il pericolo, salvo tornare appunto con “evidenti segni di squilibrio”.
Ma detta così la cosa non è politicamente corretta ed ecco quindi che, sui giornaloni indipendenti italiani, appaiono le solite inchieste sui gruppi di estremisti bianchi, le solite foto d’archivio con l’immancabile bandiera con la svastica e tutto il solito repertorio sulle “milizie bianche”, sui “razzisti”, sui “suprematisti bianchi” ecc.
Ancora più evidente il lavaggio del cervello fatto dai giornali di sinistra che, oltre al repertorio di cui sopra, tirano in ballo la cacciatrice Sara Pallin (la tosta concorrente repubblicana nella passata corsa alla Casa Bianca), il movimento conservatore dei Tea Party e, nella foga di presentare Gabrielle Giffords (il deputato gravemente ferito nella strage) come la perfetta eroina democratica, la descrivono come una fiera sostenitrice della libertà di abortire, della libertà di ricerca sulle cellule staminali e sulle fonti energetiche rinnovabili e, soprattutto, come FIERAMENTE CONTRARIA AL COMMERCIO DELLE ARMI.
Invece le cose non stanno proprio come vorrebbero far credere i soliti commentatori in servizio permanente effettivo del politicamente corretto.
La parlamentare Usa Gabrielle Giffords, infatti, oltre ad essere uno degli esponenti emergenti del Partito Democratico Usa, è decisamente schierata a favore delle GUERRE CONTRO IL TERRORISMO (cioè per il petrolio!), è l’unica parlamentare che ha un marito ancora MILITARE (è un pilota d’aviazione, veterano della Guerra del Golfo contro l’Iraq e prossimo astronauta) e, infine, si è sempre battuta PER LA DIFESA DEL DIRITTO DEL PORTO D’ARMI.
E’ ora che i gazzettieri e commentatori delle umane vicende comincino a guardare in faccia la realtà e, anzichè dedicarsi ai soliti teoremi politicamente corretti sugli “effetti” causati da un determinato fatto, comincino ad analizzare le “cause” di quel fatto che, nel caso specifico, vanno ricercate nel perchè un giovanissimo soldato, perfettamente sano, è tornato dall’Afghanistan con “evidenti segni di squilibrio”:
Adriano Rebecchi Ufficio Politico del MNP
venerdì 7 gennaio 2011
Perchè il loro sacrificio non venga mai dimenticato
Il tempo per un funerale, l'ennesimo a Roma e, nel gelo di un inverno cupo, arriva il capodanno 1978. Il clima politico è ancora più tetro e raggelante di quello invernale e ne sanno qualcosa i ragazzi della sezione di via Acca Larenzia, che il giorno dopo l'Epifania si ritrovano per decidere cosa fare alla riapertura delle scuole.
La sezione è un povero stanzone chiuso da una saracinesca in un vicolo non transitabile dalle auto perché chiuso da una breve gradinata. Una sezione di estrema periferia, come la Primavalle dei fratelli Mattei, una di quelle sezioni dove si esprime l'anima popolare e sociale della destra italiana: ben lontana dall'immagine borghese, capitalista, arrogante e becera che la stampa, come il cinema o la tv cercavano di darle. Una destra autentica, radicata nei problemi del proprio tessuto sociale; una destra capace di proporre un modello di economia basato sul lavoro e la partecipazione non sullo scontro sociale. In questo senso una destra che faceva molta più paura di quella "pariolina" (o "sanbabilina" a Milano). Questa destra, antagonista nella realtà popolare, che "per definizione" doveva essere di sinistra, andava sradicata con ogni mezzo. E quello scelto per Acca Larenzia fu: la mitraglietta...
E' sabato pomeriggio, si preparano i volantini per un imminente concerto a Roma degli Amici del Vento. Alle 18 i ragazzi escono per volantinare in piazza Risorgimento. In sezione restano solo cinque ragazzi : Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Vincenzo Segneri, Maurizio Lupini, Giuseppe D'Audino. Dopo venti minuti anche loro si apprestano ad uscire. In tre sono già fuori quando un commando di cinque o sei giovani, fra cui sembra di scorgere anche una donna, apre il fuoco su di loro. Franco Bigonzetti, colpito alla testa, cade davanti alla porta della sede. Francesco Ciavatta tenta di fuggire lungo la scalinata, raggiunto da una raffica di colpi si trascina per alcuni metri poi rotola giù dalla rampa. Vincenzo Segneri, benché ferito al braccio, riesce a rientrare in sezione e a chiudere la porta blindata.
"Gli assassini non sono ancora sazi di sangue - scrive Adalberto Baldoni in "Il crollo dei miti" (Settimo Sigillo, Roma, 1996) - si fermano davanti alla porta della sezione. Imprecano, bestemmiano poiché non sono riusciti ad ammazzare anche gli altri, prima di raggiungere una Renault 4 rossa, lasciare le armi nel bagagliaio e fuggire a piedi".
I soccorsi tardano ad arrivare. Bigonzetti, 19 anni, studente in medicina, figlio di un impiegato, è ormai senza vita, ma Ciavatta non ha ancora perso i sensi e rantola poche parole, prima di perdere i sensi tra le braccia dei suoi camerati. Morirà durante il trasporto in ospedale, aveva solo 18 anni, era figlio di operai e pochi mesi dopo suo padre, per la disperazione, si suiciderà.
La notizia della strage attraversa Roma come un fulmine. Decine e decine di militanti giungono da ogni parte della città. La tensione è al massimo. Polizia e carabinieri, che hanno effettuato i rilevamenti, confermano la dinamica bestiale dell'agguato. Nei volti delle decine di ragazzi accorsi sul posto c'è sgomento e una rabbia profonda, tanto terribile quanto impotente.
Un operatore della Rai butta con disprezzo (o con colpevole distrazione) una cicca di sigaretta sulla macchia di sangue ancora fresco di Ciavatta. E' la scintilla, volano pugni, calci, interviene la polizia. Urla, bastonate, lancio di lacrimogeni, un'auto dei Carabinieri viene presa a calci. Il capitano Edoardo Sivori impugna la pistola, tenta di sparare, ma l'arma s'inceppa. Prende allora la pistola dell'autista e apre il fuoco ad altezza d'uomo contro il gruppo di missini. Stefano Recchioni, 19 anni, militante della sezione di Colle Oppio, chitarrista del gruppo di Musica Alternativa "Janus",viene colpito in fronte.
Morirà due giorno dopo, il 9 gennaio, all'Ospedale S. Giovanni dopo che, inutilmente, i suoi genitori si erano offerti di donare i suoi organi.
Nei corridoi dell'ospedale dove si sta spegnendo la sua giovane vita si consuma anche il dramma dei suoi camerati. Un dramma non scevro di amare conseguenze. La strage di quella notte s'inciderà, infatti, come un marchio di fuoco e il nome di Acca Larenzia diventerà, per tutta una generazione, sinonimo stesso di martirio innocente e impotente.
La sezione è un povero stanzone chiuso da una saracinesca in un vicolo non transitabile dalle auto perché chiuso da una breve gradinata. Una sezione di estrema periferia, come la Primavalle dei fratelli Mattei, una di quelle sezioni dove si esprime l'anima popolare e sociale della destra italiana: ben lontana dall'immagine borghese, capitalista, arrogante e becera che la stampa, come il cinema o la tv cercavano di darle. Una destra autentica, radicata nei problemi del proprio tessuto sociale; una destra capace di proporre un modello di economia basato sul lavoro e la partecipazione non sullo scontro sociale. In questo senso una destra che faceva molta più paura di quella "pariolina" (o "sanbabilina" a Milano). Questa destra, antagonista nella realtà popolare, che "per definizione" doveva essere di sinistra, andava sradicata con ogni mezzo. E quello scelto per Acca Larenzia fu: la mitraglietta...
E' sabato pomeriggio, si preparano i volantini per un imminente concerto a Roma degli Amici del Vento. Alle 18 i ragazzi escono per volantinare in piazza Risorgimento. In sezione restano solo cinque ragazzi : Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Vincenzo Segneri, Maurizio Lupini, Giuseppe D'Audino. Dopo venti minuti anche loro si apprestano ad uscire. In tre sono già fuori quando un commando di cinque o sei giovani, fra cui sembra di scorgere anche una donna, apre il fuoco su di loro. Franco Bigonzetti, colpito alla testa, cade davanti alla porta della sede. Francesco Ciavatta tenta di fuggire lungo la scalinata, raggiunto da una raffica di colpi si trascina per alcuni metri poi rotola giù dalla rampa. Vincenzo Segneri, benché ferito al braccio, riesce a rientrare in sezione e a chiudere la porta blindata.
"Gli assassini non sono ancora sazi di sangue - scrive Adalberto Baldoni in "Il crollo dei miti" (Settimo Sigillo, Roma, 1996) - si fermano davanti alla porta della sezione. Imprecano, bestemmiano poiché non sono riusciti ad ammazzare anche gli altri, prima di raggiungere una Renault 4 rossa, lasciare le armi nel bagagliaio e fuggire a piedi".
I soccorsi tardano ad arrivare. Bigonzetti, 19 anni, studente in medicina, figlio di un impiegato, è ormai senza vita, ma Ciavatta non ha ancora perso i sensi e rantola poche parole, prima di perdere i sensi tra le braccia dei suoi camerati. Morirà durante il trasporto in ospedale, aveva solo 18 anni, era figlio di operai e pochi mesi dopo suo padre, per la disperazione, si suiciderà.
La notizia della strage attraversa Roma come un fulmine. Decine e decine di militanti giungono da ogni parte della città. La tensione è al massimo. Polizia e carabinieri, che hanno effettuato i rilevamenti, confermano la dinamica bestiale dell'agguato. Nei volti delle decine di ragazzi accorsi sul posto c'è sgomento e una rabbia profonda, tanto terribile quanto impotente.
Un operatore della Rai butta con disprezzo (o con colpevole distrazione) una cicca di sigaretta sulla macchia di sangue ancora fresco di Ciavatta. E' la scintilla, volano pugni, calci, interviene la polizia. Urla, bastonate, lancio di lacrimogeni, un'auto dei Carabinieri viene presa a calci. Il capitano Edoardo Sivori impugna la pistola, tenta di sparare, ma l'arma s'inceppa. Prende allora la pistola dell'autista e apre il fuoco ad altezza d'uomo contro il gruppo di missini. Stefano Recchioni, 19 anni, militante della sezione di Colle Oppio, chitarrista del gruppo di Musica Alternativa "Janus",viene colpito in fronte.
Morirà due giorno dopo, il 9 gennaio, all'Ospedale S. Giovanni dopo che, inutilmente, i suoi genitori si erano offerti di donare i suoi organi.
Nei corridoi dell'ospedale dove si sta spegnendo la sua giovane vita si consuma anche il dramma dei suoi camerati. Un dramma non scevro di amare conseguenze. La strage di quella notte s'inciderà, infatti, come un marchio di fuoco e il nome di Acca Larenzia diventerà, per tutta una generazione, sinonimo stesso di martirio innocente e impotente.
Per circa 10 anni le indagini non portarono a conclusioni: solo nel 1988 si scoprì che la mitraglietta Skorpion usata nell'azione fu la stessa usata in altri tre omicidi firmati dalle Brigate Rosse, ossia quelli dell’economista Ezio Tarantelli, dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e del senatore Roberto Ruffilli.
I colpevoli dell'agguato sono rimasti ignoti e liberi e ciò nonostante la rivendicazione firmata dai Nuclei Armati di Contropotere Territoriale (questa la rivendicazione:”Un nucleo armato, dopo un'accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larenzia, ha colpito i topi neri nell'esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l'ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga. Da troppo tempo lo squadrismo insanguina le strade d'Italia coperto dalla magistratura e dai partiti dell'accordo a sei. Questa connivenza garantisce i fascisti dalle carceri borghesi, ma non dalla giustizia proletaria, che non darà mai tregua. Abbiamo colpito duro e non certo a caso, le carogne nere sono picchiatori ben conosciuti e addestrati all'uso delle armi.”) e le confessioni di una pentita, Livia Todini, che portarono, nove anni dopo i fatti, all'arresto di Mario Scrocca, un infermiere che il giorno dopo essere stato interrogato dai giudici si tolse la vita in cella. Altri tre arrestati: Fulvio Turrini, Cesare Cavallari e Francesco de Martiis furono assolti in primo grado "per insufficienza di prove", come pure Daniela Dolce, rimasta latitante.
I colpevoli dell'agguato sono rimasti ignoti e liberi e ciò nonostante la rivendicazione firmata dai Nuclei Armati di Contropotere Territoriale (questa la rivendicazione:”Un nucleo armato, dopo un'accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larenzia, ha colpito i topi neri nell'esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l'ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga. Da troppo tempo lo squadrismo insanguina le strade d'Italia coperto dalla magistratura e dai partiti dell'accordo a sei. Questa connivenza garantisce i fascisti dalle carceri borghesi, ma non dalla giustizia proletaria, che non darà mai tregua. Abbiamo colpito duro e non certo a caso, le carogne nere sono picchiatori ben conosciuti e addestrati all'uso delle armi.”) e le confessioni di una pentita, Livia Todini, che portarono, nove anni dopo i fatti, all'arresto di Mario Scrocca, un infermiere che il giorno dopo essere stato interrogato dai giudici si tolse la vita in cella. Altri tre arrestati: Fulvio Turrini, Cesare Cavallari e Francesco de Martiis furono assolti in primo grado "per insufficienza di prove", come pure Daniela Dolce, rimasta latitante.
Francesco, Franco, Stefano: PRESENTE!
giovedì 6 gennaio 2011
Ogni giorno il Governo ci stupisce
Bisogna proprio riconoscere che questo Governo di arroganti incapaci continua a stupirci.
Ci sono voluti infatti ben 5 giorni, nell’epoca della comunicazione in tempo reale, perchè ci informassero che l’alpino ucciso in Afghanistan è morto in un conflitto a fuoco e non per un tiro isolato e casuale di un cecchino. Probabilmente i 5 giorni se li sono presi per studiare il modo propagandisticamente migliore per raccontare i fatti, in modo di continuare a nascondere agli italiani che là si combatte una vera guerra.
Altrettanto ci sono voluti 5 giorni prima che si accorgessero che i “tagli” decisi dal 1 gennaio alla “manutenzione” e “riparazione” dei computer, fotocopiatori e quant’altro, in uso nei Tribunali e negli uffici giudiziari, avrebbe portato alla paralisi della già disastrata Giustizia.
Non sappiamo quanti giorni ancora occorreranno prima che si rendano conto che i “tagli” alla Scuola, all’Università, alla Ricerca, ai trasferimenti agli Enti locali, alle Forze dell’Ordine, ai Trasporti, ai Beni Ambientali, alla Pubblica Amministrazione,oltre a nuova disoccupazione distruggeranno quel poco, molto poco, che resta dello stato sociale, nel culmine di una crisi che penalizza proprio i più deboli, le famiglie e i ceti medio-bassi.
A questo punto è anche inutile chiedersi quando si renderanno conto che il “mitico” Federalismo porterà solo ad un aumento dei carrozzoni regionali e dei costi, con l’unico vero risultato di fare un ulteriore passo verso quella “secessione” anticamera della distruzione dello Stato unitario e.......proprio nell’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Non resta che ribadire che prima questo Governo se ne va, meglio è.
E a quelli che si fasciano la testa chiedendosi “dopo cosa succederà”, rispondiamo che sarà molto difficile fare peggio di così.
Adriano Rebecchi Ufficio Politico del MNP
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Promemoria per Veltroni
Compagno Veltroni,
I telegiornali di oggi 05 Gennaio 2011 ci riportano una sua dichiarazione a proposito della situazione FIAT e delle pretese che Marchionne avanza per fare gli investimenti promessi a Mirafiori in cui lei afferma che:”.. per accettare la proposta di Marchionne la condizione è che venga finalmente applicata anche la divisione degli utili con i dipendenti..”
Vorremmo sommessamente portare alla sua attenzione che quanto da lei richiesto era già stato realizzato con legge dello Stato in R.S.I. nel 1944, da quel cattivaccio di Benito Mussolini ( che era andato anche oltre ) ed aveva preso il nome di “Socializzazione delle imprese”.
I lavoratori, oltre che dividere gli utili dell’impresa, erano presenti nei consigli di amministrazione e un retaggio di questa presenza si ebbe ancora nel dopo guerra con i “Consigli di gestione” che la C.G.I.L , il sindacato politicizzato che faceva riferimento al suo partito di allora, il P.C.I. svendette a Dicembre del 1945 in cambio della scala mobile con il bel risultato che oggi gli operai non hanno più né i consigli di gestione, né la scala mobile..!!
Certamente lei ha fatto un bel cambio di opinione da quando, ragazzotto incavolato, urlava nelle manifestazioni slogan rivoluzionari che rimasero tali dato che lei le palle del rivoluzionario non le ha mai avute, ma i tempi cambiano, gli interessi personali mutano e lei ha, questo sì, un fine orecchio per cantare nel coro e restare sempre a galla a dire niente ed a fare poco!
Negli anni che seguirono è stato il promotore, nella sinistra, di iniziative che sono state “correnti d’aria” , nei fatti vuote e senza riscontro oltre che di scarso significato, inanellando una serie di fallimenti politici e massacrando quel poco che restava dell’unità della sinistra.
Ora deve essere alla disperazione per plagiare così sfacciatamente il Fascismo repubblicano e proporre una specie di socializzazione della FIAT, tra l’altro copiando anche un’iniziativa, naturalmente rimasta velleitaria ed interlocutoria del ministro del lavoro Sacconi che disse le stesse cosa circa un anno fa.
Sembrate dei comici del vecchio avanspettacolo che si rubano le battute..!!
Ci dia retta compagno Veltroni, non parli di cose più grandi di lei e continui a discettare sul sesso degli angeli nel PD dove per altro non troverà cervelli tanto più brillanti del suo modesto e potrà continuare a galleggiare nel mare grigio dell’insipidezza che più le si confà..!
Alessandro Mezzano
martedì 14 dicembre 2010
FN ultima speranza per l' Italia
Oltre 700 persone a Roma per l'evento "FN ultima speranza per l' Italia"
Oltre 700 fra simpatizzanti e militanti di FN hanno partecipato alla manifestazione di Forza Nuova " Ultima speranza per l' Italia". Sono intervenuti responsabili di Lotta Studentesca ( Francesco Mangiaracina) degli Enti Locali Forza Nuova( Luigi Marcolongo) ed altri esponenti e dirigenti del Movimento ( Giuseppe Provenzale, Marzio Gozzoli, Giuseppe Bonanno Conti, Nicola Cospito e Gianni Correggiari). E' stato poi letto un importante ed accorato messaggio di Rutilio Sermonti che ha invitato tutto l' ambiente politico d' area a coalizzarsi con Forza Nuova . E' intervenuto infine il segretario nazionale di Forza Nuova On Roberto Fiore che ha con chiarezza esposto le prossime campagne del Movimento sull' immigrazione sulla moneta di popolo, sull' agricoltura, sulla lotta alle mafie e sulle politiche per la famiglia. Per info: info@forzanuova.org
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mercoledì 8 dicembre 2010
TUTTI A ROMA
Dopo la manifestazione all'Hotel Pineta Palace
( sabato 11 dicembre alle ore 16.00),
i convenuti si ritroveranno alle ore 20.30 insieme a
Roberto Fiore, Nicola Cospito. Gianni Correggiari, Massimo Tirone,
Gianguido Saletnich, Marzio Gozzoli, Adriano Rebecchi
al ristorante il Tempio di Apollo ad Isola Farnese (Via Cassia 18. Km.) per una cena sociale.
Nell'albergo è anche possibile pernottare alla modica cifra di 40-50 euro per una stanza singola
Albergo Il Tempio di Apollo
Hotel Tempio di Apollo - Isola Farnese, Roma. Hotel 2 stelle Roma. Piazza della Colonnetta 8 - Roma. 877-662-6988. € 40 Prezzo medio.

Dopo la manifestazione all'Hotel Pineta Palace
( sabato 11 dicembre alle ore 16.00),
i convenuti si ritroveranno alle ore 20.30 insieme a
Roberto Fiore, Nicola Cospito. Gianni Correggiari, Massimo Tirone,
Gianguido Saletnich, Marzio Gozzoli, Adriano Rebecchi
al ristorante il Tempio di Apollo ad Isola Farnese (Via Cassia 18. Km.) per una cena sociale.
Nell'albergo è anche possibile pernottare alla modica cifra di 40-50 euro per una stanza singola
Albergo Il Tempio di Apollo
Hotel Tempio di Apollo - Isola Farnese, Roma. Hotel 2 stelle Roma. Piazza della Colonnetta 8 - Roma. 877-662-6988. € 40 Prezzo medio.
La soluzione di questi tempi tristi ed inquietanti non verrà nè da Fini nè da Berlusconi nè da Bossi, nè ovviamente dalla sinistra. La soluzione in questi tempi decisivi verrà dal sacrificio di una nuova classe politica, sobria ed austera, pronta a frapporsi con le sue idee, la sua azione e la sua forza fra gli Italiani e l' abisso che attende inesorabile Non un posto in Parlamento o nei consigli di amministrazione, non prebende o tangenti, ma un posto vicino agli Italiani che soffrono per mancanza di lavoro e di sostentamento,un posto vicino a chi vede la propria casa o la propria terra presa dalle Banche, un posto vicino alle Italiane che cercano il coraggio di fare figli, un posto vicino al soldati, che come miles Romani, vanno ai confini del mondo a combattere per guerre non loro.Questo chiedono oggi i forzanovisti
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sabato 4 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
Paolo Signorelli
Il camerata
Paolo Signorelli
militante di razza
uomo libero
eretico in un mondo di larve
è andato avanti.
Il Movimento Nazional Popolare
lo ricorda con affetto
e inchina le sue bandiere
Paolo Signorelli
PRESENTE !!!!!
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