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venerdì 20 aprile 2012

Una sola parola d'ordine: scendere in piazza!

 

di Nicola Cospito

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In un precedente messaggio ho lamentato come alcuni amici, molto bene informati e usi a formulare interessanti analisi geopolitiche si siano poi ridotti a discutere se sia meglio Grillo o Scilipoti e chi dei due potrebbe alfine meritare il voto (sic !). In verità infatti sono convinto che gente come noi dai due non abbia nulla da imparare nè sul piano del metodo nè su quello dei contenuti. E questo per molteplici ragioni la più importante delle quali è che noi non solo siamo in grado di avanzare critiche più che fondate al sistema liberista e alle sue espressioni politiche di cui Monti è l'attuale massimo rappresentante, ma possediamo anche la ricetta giusta per ricostruire quanto 67 anni di democrazia parlamentare hanno distrutto nel nostro paese. Il nostro programma è noto a tutti ma lo possiamo riassumere in tre punti. A livello politico interno: costruzione di uno Stato Organico fondato sulla giustizia sociale, strutturato per funzioni e basato sul principio della responsabilità; a livello esterno: costruzione di una Europa dei popoli, fondata sulle radici profonde della nostra civiltà millenaria e cementata da una visione spirituale della vita e del mondo; a livello economico: ritorno ad una economia reale e non finanziaria, fondata su uno sviluppo sostenibile, su una ragionata decrescita, con al centro il problema energetico da risolvere attraverso massicci investimenti nelle energie alternative, ritorno ad una sana autarchia e ad un equlibrato e mirato protezionismo in grado di curare i mali determinati dall'economia di mercato.

Queste cose le diciamo e le possiamo dire solo noi. Gli altri non ci arrivano perchè non hanno nè il nostro retroterra storico, nè la nostra consapolezza dottrinaria. E non le dicono in ultimo perchè nei nostri valori non ci credono.

Ecco dunque perchè a livello mediatico Grillo riesce a imporsi e noi no. Il sistema gli dà spazio e visibilità semplicemente perchè si ferma alla protesta qualunquista senza riuscire a formulare una proposta alternativa precisa. Questo lo capirebbe anche uno scolaro di terza media.

L'altra sera a piazza del Pantheon a protestare contro Monti, sotto la pioggia, noi di Forza Nuova e del Movimento Nazional Popolare c'eravamo in gran numero dietro lo striscione LEGA DELLA TERRA con lo slogan: La terra noi la vogliamo lavorare, non vogliamo finirci sotto. Siamo stati ripresi da una ventina tra programmi e televisioni pubbliche e private, tra le quali il TG3, Servizio Pubblico, T9, TSnews, La 7, Tg7 (l'approfondimento del Tg1). Abbiamo rilasciato una quindicina di interviste davanti alle telecamere. Abbiamo parlato chiaro e avanzato proposte concrete: investimento nella terra, stop alle delocalizzazioni con riduzione delle imposte alle piccole imprese, abbassamento dei prezzi, protezione dei prodotti italiani, abrogazione del trattato di Maastricht ecc. ecc. Ovviamente di tutto questo ancora in TV non si è visto niente e non sappiamo se si vedrà. Una cosa è certa, di tutto ciò nè Grillo, nè Scilipoti, nè altri parlano e per questo vanno in onda. In fondo forse sono pericolosi per i partiti ma solo in questo frangente, anche se in realtà oggi i partiti sono impopolari a prescindere. Non sono pericolosi per il sistema del quale invece noi siamo i NEMICI MORTALI. E allora bando alle ciance. Abbandoniamo ogni tanto la tastiera e le disquisizioni teoriche e scendiamo in piazza perchè è lì che si crea il Movimento. Basta con le parole, dunque, passiamo ai fatti, le nostre bandiere sono a disposizione di chi vuole combattere.

Nicola Cospito

Ufficio Politico MNP

mercoledì 1 giugno 2011

Nè gli uni nè gli altri

 

di Nicola Cospito


   L'esito dei ballottaggi nelle ultime elezioni amministrative evidenzia il crollo del centro-destra che, come già da noi osservato a ridosso delle elezioni del primo turno, paga il prezzo di un malgoverno centrale e locale fatto di ignoranza, corruzione, incapacità di affrontare i reali problemi della gente. Una sconfitta, quella del berlusconismo e dei suoi ascari, che noi salutiamo con gioia e soddisfazione perchè, come la maggioranza degli italiani, non vediamo l'ora che il Silvio Berlusconi si tolga definitivamente di torno, dopo i gravissimi danni arrecati a questo nostro sventurato paese, sotto il profilo morale e materiale e di immagine a livello internazionale. Con gioia registriamo che il pallone leghista abbia cominciato a sgonfiarsi, dato che anche il movimento di Bossi ha mostrato di essere corrotto, nepotista, demagogo come i suoi alleati. Con grande soddisfazione poi, registriamo il totale fallimento di quanti, provenendo da destra,  più per profitto personale che per convinzione politica, si sono messi al servizio del PdL. La Destra storaciana ha dimostrato ancora una volta la sua reale e totale inconsistenza politica, ottenendo, nonostante l'abbondanza dei mezzi, risultati irrisori. La Fiamma di Romagnoli in questa tornata si è confermata per quello che è: un ectoplasma che da tempo ha cessato di esistere nella realtà.
La sconfitta del centro-destra però, si badi bene, non costituisce motivo di vittoria per lo schieramento di centrosinistra, intanto perchè non può di certo passare in secondo piano il fortissimo astensionismo  che delegittima in partenza l'intera cosiddetta classe politica, visto che in tantissimi casi le percentuali dei votanti sono rimaste sotto il 50 % e poi perchè è evidente anche ai sordi e ai ciechi che per molti il voto al PD è stato solo una forma di reazione ai mali del berlusconismo. Emblematico il successo del nuovo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, uomo di legge, che ha avuto una valanga di voti da parte di quanti hanno visto e vedono in lui l'uomo d'ordine, capace di riportare a Napoli un minimo di sicurezza e di pulizia. Nulla a che fare con l'ideologia, nulla con il dipietrismo, soltanto voglia di affidarsi ad una persona nuova, sperando che sia quella giusta. Del resto, se il centro-destra non ha la minima valenza positiva, specularmente il centrosinistra non ha nè uomini, nè programmi, nè tanto meno un progetto politico credibile. Basti considerare quanto è accaduto e sta accadendo in Spagna ove Zapatero,  troppo impegnato nella difesa degli omosessuali, della laicità dello Stato, dei pretesi diritti civili, si è guadagnato l'ira degli studenti indignatos che si sono ribellati alla crisi economica e alla disoccupazione endemica occupando le piazze di Madrid e delle principali città iberiche. La verità è che il modello liberista, nelle sue componenti di destra e di sinistra, funzionale all'alta finanza e ai suoi sporchi giochi,  sta crollando ovunque, dalla Grecia, alla Spagna, dal Portogallo all'Italia,  creando precariato, disoccupazione, miseria, disperazione e che la gente non sa più a quale santo votarsi. Cose queste che gli analisti "politicamente corretti" non vogliono dire. La cosiddetta zona euro sta mostrando cedimenti epocali e sono in molti a pensare che la moneta unica, piegata agli interessi del FMI e della BCE, funziona sempre meno con un mercato senza regole e non supportato da una adeguata politica dei prezzi (concetto questo che i dogmatici liberisti aborriscono come fascista). Lo stesso Grillo, che con il suo movimento a cinque stelle va ripetendo cose che sono nel nostro DNA da sempre, pur denunciando la sostanziale identità dei politicanti di destra e di sinistra, un progetto alternativo non ce l'ha. Sullo scenario presente però si staglia la nostra forza politica, una forza emarginata, isolata, surclassata dai padroni dell'informazione, una forza piccola, ancora, ma che, come la monade di Leibniz ,porta in sè il germe di una potenza immensa, una potenza fondata sul nostro essere davvero l'alternativa globale al sistema, una alternativa fondata su una diversa concezione della politica, dello Stato, dell'economia, una potenza incommensurabile, perchè rispondente ad un progetto organico completo che solo può far ripartire l'Italia.
Nicola Cospito
Ufficio Politico MNP