domenica 27 agosto 2006

Non ci resta che....ridere

 





UNA RISATA VI SEPPELLIRA'



Se critichi l'America che invade l'Iraq sei un terrorista; se protesti contro i massacri israeliani in Libano e Palestina sei un antisemita......non ci resta che riderci sopra.



 



 






 


CIRCOLO CULTURALE EXCALIBUR

Lonate Pozzolo (Varese)


 




sabato 26 agosto 2006

Omaggio ad Auriti

Il Movimento Nazional Popolare rende omaggio a Giacinto Auriti, Uomo di fede,

Combattente di rango in difesa della Giustizia Sociale

e della libertà da ogni forma di usura.

Ne ricordiamo, la tenacia,  la  generosità, la disponibilità.

Tra tutti i suoi interventi, ci piace ricordare la sua presenza

tra i trecento giovani del Campo Hobbit di Orvinio qualche anno fa.

I suoi insegnamenti, non andranno perduti ma restano patrimonio nostro e di quanti hanno

rifiutato e rifiutano il potere di mammona.

 

Giacinto Auriti

Sempre presente nei nostri cuori !

 

I dirigenti e i militanti del MNP

martedì 1 agosto 2006

J'accuse


J’ACCUSE


di Alessandro Mezzano


 


 


Saddam Hussein è sotto giudizio a Bagdad con l’accusa di avere ordinato una strage di cento persone per rappresaglia ad un attentato contro la sua persona e sarà senz’altro condannato ed impiccato per questo crimine efferato.


A Cana, in Libano il governo sionista Israeliano ha sterminato con le bombe cinquanta bambini, di cui alcuni andicappati, ma siamo sicuri che basterà che dichiari che “.. gli dispiace per l’errore e che si scusa ..” perché l’incidente sia definitivamente chiuso senza strascichi e senza conseguenze né penali né politiche per nessuno!


Ebbene, noi non ci stiamo e lanciamo il nostro “J’accuse” contro i sionisti, contro i loro complici ed alleati ( ma forse, a questo punto si dovrebbe dire i loro lacchè) e contro i troppi che in Italia ed in Europa si coprono occhi ed orecchi facendo finta di non vedere e di non sentire.


Accusiamo i sionisti Israeliani di cercare da sempre pretesti per scatenare, con il terzo esercito più potente del mondo, successive e sempre più pesanti guerre di aggressione contro i popoli confinanti, nel quadro di un progetto, quello del Grande Israele, che si sta realizzando con continue e successive annessioni di terre sino ad occupare, a progetto terminato, tutta l’area circostante.


Li accusiamo di strage, di deportazione, di vessazioni, di razzismo, e di terrorismo nei confronti del popolo Palestinese che è stato cacciato dalla sua terra, privato delle sue case, costretto a vivere da decenni campi profughi ed a cui, ad ogni pretesto, vengono inflitte rappresaglie  e massacri assolutamente sproporzionati alle cause che li determinano.


Accusiamo gli Stati Uniti d’America ed il suo governo di praticare una politica estera di assoluta sudditanza e complicità verso Israele e contro i diritti del popolo  Palestinese ad avere un proprio stato indipendente e sovrano ed ad avere il diritto di ritornare nelle proprie case da cui sono stati scacciati tanti anni fa.


Li accusiamo di avere mondializzato il problema del contenzioso tra Israele ed il popolo Palestinese coinvolgendo tutti gli stati a loro succubi ( tra cui l’Italia) nella lotta ad un terrorismo che nasce solo dalla loro colpevole complicità con Israele nelle vessazioni al popolo Palestinese.


Accusiamo l’Italia e l’Europa di non avere saputo e voluto trovare la strada per una politica estera univoca ed indipendente che valutasse e decidesse in funzione di un giudizio obiettivo sulle questioni senza il pregiudizio di un atteggiamento di sudditanza politica, ideologica ed interessata agli USA ed ad Israele che ne è l’alleato-padrone!


Accusiamo Europa e l’Italia di non avere saputo cogliere l’occasione per porsi come terzo polo della politica mondiale dandole un nuovo baricentro e creando così una situazione di equilibri tali da bloccare lo strapotere imperialista ed il pericolo di trascinarci in una terza guerra mondiale che non sarebbe la nostra guerra, ma la guerra del Capitalismo e del Sionismo..!


Per quanto riguarda l’Italia poi, non è questione di centrodestra o di centrosinistra ché entrambi gli schieramenti, quando si tratta di politica estera, non sanno far altro che “riaffermare l’amicizia dell’Italia con gli Stati Uniti d’America” e mettersi proni agli ordini che arrivano da oltre oceano ( compresi i super-post– neo-comunisti, che borbottano un po’, ma poi si adeguano a votare come vogliono Prodi, D’Alema e Bush…)


Alessandro Mezzano


 

Cultura ebraica

 



 


 





Cultura ebraica

Maurizio Blondet

31/07/2006


Questi sono i fatti! Ma L'Onu «turbata» non condanna Israele.


Su indicazione di un lettore, visito un newsgroup chiamato «cultura ebraica», che parla (male) di me; trovo subito un intervento prezioso, a firma di tale Yakov Levi:
«L'antisemitismo è l'odio inconscio per l'immagine del Padre.
L'ebraismo infatti rappresenta la Religione del Padre, mentre il cristianesimo rappresenta la Religione del Figlio.
Gli ebrei sono inconsciamente percepiti come i rappresentanti dell'istanza paterna.
Chi odia inconsciamente il proprio padre, ovvero la sua immagine, odia anche gli ebrei.
Come ogni psicoanalista può confermare, un bambino dai due ai cinque anni, gli anni formativi in cui si formano le immagini che si porterà poi dietro tutta la vita, vive intensamente la fantasia che il proprio padre abbia un pene enorme, spropositato.
A nulla serve l'osservazione diretta del pene paterno che può anche non essere affatto enorme. L'immagine inconscia detta la cosiddetta 'nozione' che il Padre abbia un pene enorme e spropositato.
Il naso è un ovvio sostituto peniano.
Da qui le vignette antisemite che rappresentano gli ebrei con un naso enorme.
Ovvero, gli ebrei, in quanto sostituti del Padre e suoi rappresentanti hanno un pene enorme.
Inoltre, il bambino è terrorizzato dal pene paterno e lo teme come strumento della vendetta del Padre per le sue pulsioni aggressive inconsce.
Il Padre con le sue erezioni punirà le erezioni del Figlio.
Quando si parla di 'reazione' israeliana, ovviamente si intende 'erezione' israeliana.
Gli ebrei, i vicari di un padre adirato, dopo essere stati provocati hanno avuto un'erezione che scatena il terrore dei figli.
Ed ecco che la reazione - erezione israeliana viene considerata abnorme, 'sproporzionata' ed 'aberrante' come dalle parole di Chirac e di d'Alema
».


Che dire? Se un giorno uno studioso intraprenderà lo studio dell'ebraismo non in quanto religione e ancor meno razza, ma in quanto patologia mentale (e morale), questo testo sarà esibito come prezioso referto clinico.
Yakov Levi non può ammettere una reazione semplice come la repulsione davanti all'eccidio
di innocenti in Libano, l'umano orrore di fronte alla devastazione di un Paese, dei suoi condominii nuovi e dei suoi bei ponti.

No: siccome solidarietà e senso di umanità non esistono - non sono che ipocrite finzioni - ci dev'essere un altro motivo per questa revulsione dei goym.
Un motivo subconscio ossia inconfessabile, basso e sporco: l'invidia del padre, l'invidia del pene.
Questo specifico riduzionismo dev'essere una costante.
Giorni fa abbiamo visto come per Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, il famoso Schindler, che salvò centinaia di ebrei da Auschiwitz, l'avesse fatto non in quanto «buono», ma perché «sporco capitalista che faceva i suoi interessi».
Ora vediamo che per Levi lo sdegno dell'opinione pubblica per il massacro in  Libano va attribuito a dubbi dei gentili sulla propria erezione.
Ciò è esattamente quel che si chiama «schadenfreude», il «piacere di sporcare» unito a «gioia maligna».
Fa quasi tenerezza ritrovare, dopo tanti anni di disuso, gli stereotipi e le fumisterie della psicanalisi riproposte come «scienza».
I lettori più giovani hanno il diritto di non saperlo, ma simili elucubrazioni dominavano i discorsi negli anni '70: nei salotti dove non mancava mai una signora bene e che faceva sapere di essere «in analisi», e passi, ma anche nelle università.


Quelle fumisterie davano cattedre, producevano volumi, hanno arricchito un esercito di furboni terapeuti che non hanno mai guarito nessuno.
La scoperta di psicofarmaci efficaci ha gettato nella discarica questo pattume del «subconscio». Vedo che quella moneta scaduta ha ancora corso nella «cultura ebraica».
Essa è ancora la chiave «scientifica» per interpretare i moventi umani.
Vi si noterà in controluce una volgarità infinitamente banale: ma se a dire «io ce l'ho duro» è un leghista, si tratta di bassezza; se lo dice un Levi, è «psicologia del profondo».
Si noterà, in controluce, una certa idea del sesso: non come eros, ma come stupro.
Grazie al Libano in cenere, in questi giorni devono prodursi erezioni fenomenali nel rabbinato, con gran gioia di madri, mogli e sorelline.
Che infatti scrivono saluti sui durissimi fallici obici d'artiglieria.
Come si vede, la psicologia del profondo ha due tagli.

 


Difatti, essendo una «scienza», essa va applicata oggettivamente ad ogni situazione.
Per esempio si dovrà spiegare l'anti-nazionalsocialismo come «odio inconscio per il padre».
Si giustificherà l'odio degli ebrei per quel regime tedesco di quando erano loro gli stuprati, come una inconscia invidia del pene.
I lager erano «aberranti» e «sproporzionati»?
No, era solo una proiezione dell'inconscio, con cui i figli esprimevano il terrore per la reazione-erezione dei padri in camicia bruna.

Così forniti dei mezzi scientifici freudiani, possiamo ora considerare le critiche che su «cultura ebraica» vengono mosse al nostro sito.
Effedieffe è un sito «cattolico per modo di dire... In realtà mi dà l'impressione che si nasconda dietro alla facciata di un cattolicesimo estremista-tradizionalista per diffondere idee antisemite. Il direttore è un certo Maurizio Blondet, un tempo giornalista di Avvenire che mi pare fosse stato in seguito allontanato proprio per le sue idee che attingono al peggio del peggio dei luoghi comuni sul'ebraismo. E quando non gli viene in mente nulla sugli ebrei ripiega su tutto ciò che non sia in accordo con il cattolicesimo pre Concilio Vaticano II.
Tempo fa, il fogliaccio veniva citato dalla versione italiana di holywar.org come suo 'periodico ufficiale' (o qualcosa del genere), il che la dice lunga sulla 'statura' del personaggio in questione
».


Non so cosa sia «holywar.org», e non posso né voglio impedire le libere citazioni dei miei articoli su qualunque sito, perché questa è la natura di internet.
Se si cerca il nostro nome su Google, si vedrà che tali citazioni sono circa 250 mila.
Fra l'altro, veniamo citati da un «sito italiano per la filosofia», da «luogocomune», da Israel Shamir, da Indymedia…
Altro messaggio di «cultura ebraica», firmato Emjey.
«Il sito effedieffe fa pubblicità a testi negazionisti, è proprietà di una libreria che vende testi negazionisti e che organizza incontri con gli autori e negli articoli che pubblica abbondano accenni alle cifre della Shoah che sono state gonfiate, alla retorica della memoria che fa gli interessi di Israele (o dei nemici della Chiesa); davvero un sito del cavolo».
Altro messaggio: «Gli ebrei che hanno troppo potere ?
Tendenzioso e fuorviante
(oltre che razzista) il sito effedieffe riprende e diffonde in italiano tutte le leggende sulla 'lobby neo-con' composta di ebrei e di loro servitori, fondata da un filosofo ebreo, che opera con una strategia oscura, kabalistico-trotzkista, per assicurare il dominio degli ebrei sul resto del mondo dopo la quarta guerra mondiale.
Che bel sito di MERxA
» [così nel testo].
Quest'ultima nota su «un filosofo ebreo che opera con una strategia oscura kabbalistico trotskista» mi lascia perplesso: possibile che non abbiano mai sentito nominare Leo Strauss, il docente dell'università di Chicago di cui i più famosi neocon americo-israeliani si dichiarano allievi e a cui ispirano la loro politica?
E parlo di Wolfowitz, Kristol, Kagan, eccetera, vistosi opinionisti e ministri, e che tutti si dichiarano apertamente parte di una lobby potente.
Possibile che non conoscano gli scritti fondamentali di Shadia Drury sullo sfondo kabbalistico-trotzkista (e nichilista amorale) di Strauss, sul suo elogio della doppiezza?
O almeno il romanzo di Saul Bellow, «Ravelstein», dove in questo Ravelstein è satireggiato Paul Wolfowitz, descritto appunto come un allievo di Leo Strauss, il filosofo che magnificava l'efficacia politica della menzogna?


No: secondo i colti giovani ebrei, tutto ciò è solo una «leggenda» complottista, un'invenzione di Blondet e di altri antisemiti.
Ci dev'essere qui un fenomeno che la psicanalisi può spiegare: Freud lo chiamò «rimozione». Rimozione delle verità sgradevoli in quella discarica dell'anima chiamata «subconscio», e che non tutti possiedono.
Solo chi ha qualcosa da nascondere, soprattutto a se stesso.
Ma forse, come sempre, la spiegazione è più semplice: ignoranza.
Infatti un altro sito che mi segnala spesso, «Informazione corretta» di Angelo Pezzana,  scrive che su Effedieffe appaiono articoli «ricolmi di una erudizione stravagante e fantastica».
Come si vede, una cultura non elementare e televisiva è in sé sospetta di antisemitismo, di questi tempi.
Ma di Pezzana è prudente parlare poco: già noto come militante gay, ora lo ritrovo come attivista likudnik.
Appartiene insomma non ad una, ma a due lobbye le più potenti del tempo presente.
Perciò, rispettosamente, posso suggerirgli un metodo molto semplice per sbugiardarmi: anziché spargere qua e là aggettivi insultanti o demonizzanti come antisemita, «stravagante», e così via, può smentire i fatti di cui scrivo.
Siccome scrivo di dati di fatto, questi sono facilmente smentibili, basta portare le prove che le nostre citazioni, poniamo, di Walt e Mearsheimer (i due autori di «The israeli lobby») sono false.
O che è falso che il rabbino Dov Zakheim, viceministro al Pentagono al momento dell'11 settembre, è il padrone di una ditta, la System Planning Corporations, che vanta la produzione di un apparato capace di «teleguidare da terra fino ad otto aerei contemporaneamente».


O che quell'11 settembre, la polizia di New York non arrestò cinque giovanotti israeliani che si fotografavano, esultanti, sullo sfondo delle torri in fiamme… eccetera, eccetera.
I fatti sono lì.
Le mie fonti sono indicate a piè di pagina, il che non avviene negli articoli di Pezzana e nemmeno de Il Corriere.
Pezzana o Yakov Levi possono facilmente controllare le fonti, e smentirmi.
Allora  potrebbero legittimamente chiamarmi antisemita.
Altrimenti, ad essere antisemiti sono i fatti.
E' tempo forse di riservare tali aggettivi, «razzista e antisemita», agli israeliani, visto che stanno massacrando gran numero di semiti arabi proprio mentre scrivo.
Ma forse Pezzana, che giudica «fantastica e stravagante» una buona cultura umanistica di livello liceale nutrita da una documentazione giornalistica, farebbe bene ad astenersi dal giudicare quel che non ha i mezzi per capire.
Dev'essere invidia del pene.
A meno che costoro non vogliano criticare e smentire, ma schedare, discriminare, o peggio: segnalare un bersaglio a chi di dovere.

Maurizio Blondet



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lunedì 31 luglio 2006

Non sono un esperto di religioni. Non vorrei aver scritto male dei nomi o fatto degli errori.



Cana : sospesa nel martirio di ieri e di oggi.


 


Davanti alla strage di Cana, a quei poveri corpi di bambini straziati dalle bombe, seppelliti , fino alla morte per asfissia, sotto tonnellate di macerie, senza il conforto di un adulto che stringesse loro una mano, che potesse allontanargli dalla bocca la polvere di cemento che li stava soffocando, che potesse smuovere i detriti dei solai crollati che impedivano di vedere per un ultima volta un raggio di luce, un ultimo spiraglio di quel cielo terso e azzurro della loro bella e sfortunata Terra dei Cedri, c’è davvero solo da sperare, con intensa commozione, che la fine di quegli innocenti sia arrivata alla svelta, senza dolore, che il respiro della vita si sia spento, si sia consumato in un flash tra stordimento ed eternità.


In quella strage  c’è qualcosa di marcio, di profondamente perverso. E’il male oscuro che si agita nel dna di “ Israele “. Un odio antico che ha attraversato i secoli. Un mix di arroganza, di disprezzo, e insieme di ancestrale paura, per il goim,  inchiodato nel profondo collettivo dei figli eletti di Jhavè  dalla lettura e dalla pratica dei riti del talmud.


Cana, prediletta da Gesù, dove il figlio di Dio, a mani congiunte, volle manifestare il suo primo miracolo.


Quel Gesù  che fù inchiodato sulla Croce del Golgota per volontà dei suoi aguzzini.


Ieri Mel Gibson è stato arrestato negli Stati Uniti per guida in stato di ubriachezza. Mentre gli agenti della stradale gli serravano le manette ai polsi, il regista-attore di Breveehart e della Passione di Cristo proclamando la sua assolutà estraneità all’accusa che gli veniva contestata si rivolgeva ai suoi sequestratori chiedendo loro se … per caso … fossero stati degli ebrei.


DNA per DNA.


Cana aveva già sopportato un'altra strage di uomini, di donne, di giovani, anziani e bambini per mano di “ Israele “ nel 1996.  I morti quella volta furono 105, in un accampamento sotto la protezione dell’ Onu, colpito da 5 bombe da 250 pound sganciate da aerei con la Stella di David. I corpi bruciati dal fuoco delle esplosioni furono inumati nel centro del villaggio. I superstiti eressero un monumento a ricordo del massacro. Le bombe di ieri lo hanno spazzato via, insieme a 30 abitazioni.


Sarà ricostruito. La nuova stele sarà di marmo bianco, il colore della sacralità e dei bambini che volano in paradiso con gli angeli. Perché la memoria non si disperda.


 


 


 


 


 






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Checked by AVG Free Edition.
Version: 7.1.394 / Virus Database: 268.10.4/396 - Release Date: 24/07/2006

Israele: I Nuovi Orchi

 

Al fianco della popolazione libanese contro il terrorismo sionista

 

 

Israele e USA: I nuovi orchi del XXI secolo

Israele e USA Vergogna del genere umano

 

 

 

Il Movimento Nazional Popolare condanna inorridito la strage dei bambini di Cana compiuta dagli orchi israeliani.  Con questa ennesima orrenda strage lo Stato d' Israele conferma la sua natura terrorista cui può dare sfogo grazie al sostegno dei macellai della Casa Bianca, lucidi  pianificatori del genocidio arabo. 

 

Il Movimento Nazional Popolare esprime totale e incondizionata solidarietà al popolo libanese e approva con soddisfazione la cacciata dal Libano di Condoleza Rice, disgustosa ambasciatrice di morte, augurandosi che tutto il mondo arabo faccia altrettanto.

 

Ancora una volta dobbiamo rilevare l'impotenza dell'ONU, organismo sterile e condizionato a distanza di 60 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale da un vergognoso e desueto diritto di veto continuamente utilizzato dagli Stati Uniti per proteggere i suoi interessi e continuare nella sua strategia di dominio mondiale.

 

Il Movimento Nazional Popolare sottolinea  l'assoluta debolezza del governo italiano incapace di affrancarsi con gesti decisivi dalla sudditanza ai "padroni del mondo". All'arroganza, alla prepotenza, alla vocazione criminale di Israele e  Stati Uniti bisogna rispondere con l'immediata uscita dalla NATO, con la chiusura delle basi militari americane nel nostro paese e con la rottura delle relazioni diplomatiche con chi dimostra sistematicamente il più totale disprezzo della vita umana.

 

Mentre invita  tutto il popolo italiano al boicottaggio economico di USA e Israele e dei loro sostenitori, il Movimento Nazional Popolare richiama l'attenzione di tutte le forze politiche non allineate sull'urgenza di unirsi in un nuovo fronte comune che sappia dar vita ad un MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE capace di restituire al nostro paese  la sovranità che i governi liberaldemocratici hanno svenduto e di battersi per quella Europa Nazione, Sociale, Armata e Indipendente  di cui il mondo intero mostra di avere sempre più  bisogno.

 

 

IL MNP

 

 

 

 

sabato 29 luglio 2006

Il Ministero della Verità


> Il «Ministero della Verità»
> di Maurizio Blondet
>
> «Non c'è mai andata così bene», ha detto Gideon Meir, portavoce del
> ministero degli Esteri israeliano: «il lavoro dell'hasbara è una
> macchina perfettamente oliata». (1)
> «Hasbara» significa «propaganda» in ebraico.
> Ma il termine è solo per uso interno: per l'esterno, il termine
> usato è «informazione corretta», oppure «oggettiva», soprattutto non
> macchiata di «pregiudizi anti-ebraici», ossia di «antisemitismo».
> Come deve essere l'informazione corretta l'ha intimato un tizio
> chiamato Gianni Riotta, uno dei direttori minori de Il Corriere
> assolutamente voglioso di carriera: «Chi diffonde su internet le
> foto dei bambini libanesi dilaniati farebbe bene a ricordare anche
> la quindicenne arabo-israeliana, uccisa innocente nel villaggio di
> Mghar da un ordigno Hezbollah. Applicare la logica notarile del 'chi
> fa di peggio?' in Medio Oriente significa rassegnarsi alla
> mattanza». (2)
> Il Corriere non cadrà nella logica notarile e antisemita; per questo
> le foto dei bambini libanesi (non dilaniati, Riotta: carbonizzati
> dal fosforo) circolano solo su internet, e mai sul grande giornale.
> Per non sbagliare, le TV di Berlusconi non hanno mandato nemmeno i
> loro inviati a Beirut ridotta a macerie; li hanno mandati ad Haifa,
> che giorno per giorno dipingono come la stoica, eroica città martire
> di Sion.
> Nessuna contabilità notarile: le sofferenze della popolazione
> giudaica, i 19 morti israeliani -invariabilmente si
> aggiunge: «innocenti» - sono un'immane tragedia, niente in comune
> con gli almeno 600 morti libanesi, un terzo bambini, e il milione di
> profughi privati di tutto dai bombardamenti a tappeto.
> Un intero Paese distrutto dalle fondamenta vale meno di 19 morti.
> Non si faccia contabilità.
>
> «Corretta» è l'informazione che tace dei massacri compiuti in questi
> giorni, insieme all'attacco al Libano, sulla gente di Gaza, perché
> non perda l'abitudine.
> I morti qui sono almeno 130.
> L'associazione Médecins du Monde ha segnalato «la particolare
> gravità delle ferite», dovute all'uso di armi proibite di nuovo tipo.
> I medici dicono di non aver mai visto «ustioni così specifiche,
> concentrate nella parte inferiore del corpo e che provocano una così
> alta propensione alle amputazioni».
> Il ministero palestinese invoca un'inchiesta indipendente.
> Ed esibisce schegge «traslucide e invisibili ai raggi X», con sopra
> la scritta «test», che paiono essere la causa delle bruciature che
> portano inevitabilmente alle amputazioni. (3)
> Ma chi ascolta i medici palestinesi e francesi?
> Chi domanda che cosa giustifica un'aggressione sterminatrice sulla
> gente di Gaza?
> Non certo Emilio Fede, né Toni Capuozzo.
> Perciò l'addetto-stampa di Olmert, Assaf Shariv, ha tutto il diritto
> di rallegrarsi sul Jerusalem Post: «La stampa estera intervista
> quattro volte più israeliani che libanesi o palestinesi». E cita i
> risultati: «Un sondaggio di Sky News mostra che l'80 % dei
> telespettatori ritiene giustificata la devastazione del Libano, e
> danno la colpa agli Hezbollah».
> Conosco la faccenda: una lettrice scrive anche a me, «per fortuna
> non sono bianca o nera come lei, ma mi sembra che il suo
> accanimento, più che per la ricerca della verità, sia per la
> denigrazione degli ebrei in quanto tali».
>
> Dire la verità equivale a denigrare.
> Indignarsi per lo sterminio in corso, è bianco-e-nero.
> Goebbels non riuscì mai a far passare le «buone ragioni del Terzo
> Reich» a proposito dei lager.
> Sono i successi dell'hasbara.
> Come esulta il Jerusalem Post, «Israele ha richiamato in servizio
> le 'riserve' medianiche», per far trionfare la verità senza bianco-e-
> nero.
> Il «Ministero della Verità» israeliano lavora a pieno ritmo.
> Gli arruolati sono i professionisti, probabilmente pagati.
> Poi ci sono i volontari dilettanti.
> Il ministero degli Esteri ha creato un software «gratuito, sicuro e
> utile» che gli attivisti possono scaricare per organizzare la
> disinformazione e l'intimidazione della stampa.
> Una volta scaricato lo strumento, che si chiama
> Megaphone, «riceverete aggiornamenti e link istantanei ad importanti
> sondaggi internet, la segnalazione di articoli che richiedono una
> reazione, ecc.», spiega una lettera del suddetto ministero firmata
> da Amiri Gissim, capo dell'Hasbara Department.
> Insomma, poniamo che CNN, la 7 o Canale Cinque facciano
> un «sondaggio» (pseudo-sondaggio) fra gli ascoltatori, sul Libano e
> la Palestina.
> «Megaphone» ve lo segnala all'istante, sicchè voi potere «votare»
> immediatamente cliccando su un pulsante elettronico.
>
>
>
> Oppure, poniamo che il Guardian o Blondet scrivano un
> articolo «problematico, che richiede una risposta»: Megaphone ve lo
> segnala, e potete subissare i colpevoli di mail minacciose, insulti
> di antisemitismo, razzismo, negazionismo.
> Se sono giornalisti dipendenti, potete chiedere il loro
> licenziamento all'editore.
> «Le guerre odierne si vincono con l'opinione pubblica», dice il
> proclama ministeriale ebraico:
> «è il momento di attivarsi e dare voce alla parte israeliana nel
> mondo. abbiamo bisogno di 100 mila utenti di Megaphone per fare la
> differenza».
> L'utile strumento, cari lettori non in bianco-e-nero, è scaricabile
> al sito Giyus.org: approfittatene. «Giyus», in inglese, sta
> per «Give Israel your united support», ma in ebraico è la parola che
> significa «mobilitazione».
> Mobilitazione bellica, propaganda bellica: ossia la verità più
> oggettiva.
> Attenzione, perché qualche menzogna antisemita continua a filtrare,
> nonostante la vigilanza.
> Per esempio, la notizia che Bush «ha accelerato la spedizione ad
> Israele di bombe a laser» per spezzare l'imprevista resistenza
> Hezbollah.
> «Due Airbus 310 pieni di bombe al laser GBU 28 sono atterrati a
> Prestwick presso Glasgow per rifornimento di carburante. è lo stesso
> aeroporto usato dalla CIA per le renditions», scrive il Telegraph.
> Ecco un'informazione scorretta, da sopprimere - e Riotta l'ha
> soppressa.
>
> Le GBU destinate in fretta a Israele, almeno cento, sono bombe da
> 250 chili guidate al laser, concepite per spaccare i bunker, e
> perciò appesantite con uranio impoverito: la civiltà occidentale,
> dopo le devastazioni, regala ai libanesi anche la prossima epidemia
> di cancro.
> E la spedizione è avvenuta nelle ore in cui, secondo Channel 4
> inglese, Condi Rice era a Roma come «onesto mediatore» per
> una «tregua» che ha - apparentemente - bloccato.
> Il 16 luglio, la BBC ha sparato una «breaking news»: «Grave
> escalation del conflitto».
> Ma il servizio non riguardava le duemila missioni di bombardamento
> di Giuda che quel giorno stavano distruggendo ogni ponte, strada,
> centrale elettrica e persino la centrale del latte del Libano; bensì
> un razzo Hezbollah su Haifa.
> Questa la grave escalation.
> Idem Channel 4, reportage dal titolo «Lebanon burns»: ma del video
> di quattro minuti, tre erano dedicati ad Haifa, la città martire.
> Il Telegraph ha presto imparato (subissato da mail) ad adeguarsi
> alla verità.
> Il 15, breve notizia sui morti del villaggio di Marwahen in Libano,
> dove i bombardieri di Sion hanno attaccato dal cielo un paio di
> pulmini di famiglie in fuga dall'inferno: 20 massacrati, nove dei
> quali bambini.
> Ma la notizia è affondata in un articolo con il seguente
> titolo: «Iran sotto accusa mentre si estende la battaglia in Libano».
> Quale battaglia?
> Questa è guerra unilaterale, protesta Uri Avneri: la protesta di
> questo ebreo coraggioso resta confinata su internet, Riotta e Il
> Corriere non la vogliono.
>
>
>
> Nei servizi di informazione corretta (corretta dal Ministero)
> Israele invariabilmente «risponde», «reagisce»: l'iniziativa è
> sempre degli altri, i «terroristi» (anche il Terzo Reich chiamava i
> partigiani «banditen» e «terroristen»). (4)
> Se l'atrocità del giorno è troppo grossa, se su internet circolano
> troppe foto di bambini carbonizzati, scattate da coraggiosi
> fotoreporter che rischiano la vita, allora si allestisce un servizio
> speciale che ricorda: Israele «combatte per la sua stessa
> esistenza», messa «in pericolo».
> Israele ha diritto «all'auto-difesa».
> E parte un filmato sull'olocausto...
> La diretta TV sul cosiddetto vertice di Roma voleva essere completa.
> Ma quando il ministro libanese Siniora ha evocato le 17 mila
> violazioni della sovranità libanese compiute da Israele, una mano
> corretta ha troncato la diretta: non si faccia contabilità notarile,
> siamo qui per «la pace», il corridoio umanitario, non si parli di
> aggressori e di aggrediti.
> Il corridoio umanitario, beninteso, è stato liquidato dalla Rice.
> In caso estremi, interviene l'ambasciatore.
> Alla radio svizzera del Ticino è arrivata la protesta
> dell'ambasciatore Aviv Shir-On.
> Tra l'altro, nella sua protesta si legge: l'islamismo «è una cosa
> che dovrebbe preoccupare voi, così come preoccupa me, perché dopo
> aver raggiunto i loro obiettivi in Medio Oriente, potrebbero
> mettersi a dare la caccia anche a voi. Non dimenticatevi i missili
> di 3.000 chilometri di gittata che sono in mano degli iraniani, i
> quali hanno creato gli Hezbollah, li hanno addestrati e li hanno
> dotati dei razzi che uccidono i civili israeliani».
>
>
>
> Qui c'è una deliberata menzogna in un atto ufficiale: l'Iran non
> dispone affatto di missili di gittata 3 mila chilometri, anche se
> l'hasbara ebraica continua a ripeterlo.
> Ed anche se li avessero, perché dovrebbero puntarli su Berna?
> La Svizzera non minaccia Teheran di annichilimento.
> Beh, questo genere di menzogne non funziona tanto bene in Europa.
> Funziona meglio in USA, su una popolazione in piena paranoia
> apocalittica.
> E perciò la macchina dell'hasbara là non si limita a frenare la
> verità, emette fumi di menzogne senza il minimo pudore.
> La Fox News il 26 luglio ha mostrato i soliti filmati di Beirut su
> cui si alzano colonne di fumo dei bombardamenti.
> Il titolo in sovrimpressione però diceva: «La minaccia nucleare».
> I due giornalisti titolari della speciale, Hannity and Colmes, hanno
> mostrato dei contatori Geiger.
> A che scopo?
> L'ha spiegato l'esperto, ospite della serata, Chaim Dallas;
> sedicente direttore di un fantomatico «Center for Mass Destruction
> Defense».
> Questo ebreo ha ripetuto una dozzina di volte il concetto: «Non ho
> il minimo dubbio che in futuro i terroristi useranno una bomba
> nucleare contro gli Stati Uniti, e un sacco di radioattività cadrà
> sugli americani».
> Battere il ferro: stessa serata, sempre su Fox, programma «The big
> story» di John Gibson: intervista all'«esperto antiterrorismo»
> Robert Strang.
> Il quale asserisce: «Cellule di Hezbollah sono già qui in territorio
> americano.
> Sono una grossa presenza in USA, e sono qui già prima di Al Qaeda».
>
>
>
> Conclusione: «sì, guardiamo quello che succede in Israele e Libano;
> ma ciò di cui noi esperti siamo davvero preoccupati è la possibilità
> di un altro attentato terroristico sul suolo americano o agli
> interessi americani all'estero». (5)
> E' proprio quello che dice l'ambasciatore agli svizzeri;: attenti,
> Hezbollah può colpire anche voi. Con il pubblico americano si può
> osare di più: Hezbollah è già tra noi, forse ne avete uno sotto il
> letto.
> E subito dopo, è apparso il ricorrente messaggio di Al Qaeda, con il
> solito «Al-Zawahiri» meglio truccato del solito (un cachet argento
> sulla barba) che parlava, probabilmente, da Hollywood.
> E' questa l'informazione corretta approvata da Riotta, questo
> maestro di giornalismo, come da Emilio Fede.
> In Israele da cui origina, almeno la chiamano «hasbara», propaganda.
>
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> Note
> 1) Gil Hofman, «Israel calls up media 'reserves' », Jerusalem Post,
> 17 luglio 2006
> 2) Gianni Riotta, «Primo: fermare gli Hezbollah», Corriere della
> Sera, 26 luglio 2006.
> 3) Jennie Matthew, «Misterious wounds from israeli shells in Gaza»,
> Middle East Online, 27 luglio 2006.
> 4) «Chi controlla le parole controlla il pensiero» (Orwell, 1984),
> il sistema sovietico ha fatto immenso uso di questa tecnica. Qui si
> può aggiungere che, alla fine, l'uso di parole «corrette» finisce
> per controllare il pensiero non solo dei soggetti dominati, ma anche
> dei dominanti. Per esempio, già Golda Meir in una celebre intervista
> alla BBC disse che «non c'è una nazione palestinese, i palestinesi
> non esistono». Questa è la politica israeliana: i palestinesi non ci
> sono, non sono nulla. Il genocidio è già nella mente prima che negli
> atti.
> 5) «Hezbollah and Al Qaeda are here in USA and ready to spring at
> any moment», Newshound, 27 luglio 2006.
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