sabato 10 settembre 2011

11 SETTEMBRE: LA GRANDE MENZOGNA COMINCIA A SGRETOLARSI.

11 settembre 2001

L’11 Settembre 2011 ricorre il decimo anniversario degli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono che causarono circa tremila morti, determinando una svolta tragica nella politica e nella storia mondiale: due guerre ancora in corso ( in cui la colonia Italia ha già pagato un pesante tributo di sangue ), centinaia di migliaia di morti, soprattutto tra i civili, leggi per la restrizione delle libertà, la teorizzazione di una mostruosità come la “guerra preventiva”. E potremmo continuare .Dopo gli spettacolari attacchi terroristici di New York e Washington la “versione ufficiale” fornita dalla Casa Bianca, dalla CIA e dal Pentagono , secondo cui 19 terroristi arabi appartenenti alla rete Al Qaeda di Osama Bin Laden riescono a sequestrare gli equipaggi e impadronirsi dei comandi di quattro aerei di linea, dirigendoli come micidiali bombe contro le Torri Gemelle e il Pentagono, mentre il quarto aereo precipita dopo una rivolta dei passeggeri ; questa versione è apparsa subito inverosimile o almeno piena di punti oscuri, a tutte quelle persone ancora capaci di usare il cervello e il senso critico nei confronti delle false verità che i media asserviti al potere ci propinano. Grazie a questi uomini liberi e coraggiosi, innanzitutto i testimoni e i famigliari delle vittime che hanno rifiutato qualsiasi indennizzo e hanno denunciato l’Amministrazione Bush per complotto e strage, e poi giornalisti, studiosi, scienziati, registi, funzionari, politici, si è sviluppata in questi anni una “contro inchiesta” sui crimini dell’11 settembre, parallelamente su internet e sulla carta stampata; ed oggi disponiamo di una documentazione enorme, fatta di studi scientifici e analisi tecniche, di testimonianze, foto e filmati che dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio,che la verità sull’11 settembre è diversa da quella che ci hanno raccontato. Anche il lavoro della cosiddetta “ commissione indipendente”, invece di chiarire i numerosi dubbi e interrogativi, ha solo dato ulteriore slancio al movimento per la verità sull’11 settembre. Sulle numerose omissioni,distorsioni e “conflitti d’interesse” della Commissione rimandiamo allo studio del Prof. David Ray Griffin , il quale ha elencato “centoquindici menzogne sugli attentati dell’11settembre”, disponibile su internet e pubblicato dal quotidiano Rinascita del 10 ottobre 2006. Nello spazio di un articolo non possiamo toccare tutte le questioni aperte da questa tragica vicenda, ma procederemo ad un riassunto dei punti fondamentali. I dati citati sono ampiamente documentati e approfonditi nella bibliografia fornita in calce al presente scritto.

1.LE SPECULAZIONI FINANZIARIE

Alla vigilia dell’11 settembre “qualcuno”, evidentemente bene informato di quello che stava per succedere, scommise sul crollo delle azioni delle compagnie aeree coinvolte negli attentati: American Airlines e United Airlines. Ma non solo : la speculazione colpì anche due banche d’affari che avevano i propri uffici nel World Trade Center, la Morgan Stanley e la Merril Lynch. E ancora, la stessa sorte toccò alla francese AXA(che possedeva il 25% di American Airlines) e alle compagnie assicurative Munich Reinsurance e Swiss Reinsurance che avevano assicurato molti inquilini delle due torri. Gli esperti hanno calcolato profitti per decine di milioni di dollari. Chi c’era dietro tutto questo? Non si è mai saputo. L’unica notizia trapelata è che almeno un pacchetto di queste transazioni fu piazzato tramite la A.B.Brown, il cui presidente fino al 1998 era colui che da lì a poco sarebbe diventato il numero tre della CIA: A.B.krongard. Una fantastica “coincidenza” ?

2.IL COLLASSO DELLA DIFESA AEREA.

Perchè la forza aerea più potente del mondo non è riuscita ad intercettare neanche uno degli aerei dirottati ? In circa due ore in cui si svolge il piano terroristico avviene la paralisi totale della difesa aerea. Eppure , in caso di emergenza, scatta un collaudato sistema di assoluta rigidità che ha sempre funzionato, tranne l’11 settembre. Se un aereo civile finisce per una qualsiasi ragione fuori rotta, scatta l’allarme incrociato tra FAA (Aviazione civile) e NORAD (Aviazione militare) . Se il problema perdura il NORAD fa alzare in volo due caccia dalla base più vicina che in pochi minuti raggiungono l’ aereo. Il tempo stimato per questa operazione è tra i 6 e i 10 minuti. Se quel giorno questa procedura consolidata si è inceppata è perché c’è stata una precisa volontà di sabotaggio. Se andiamo a leggere lo scaricabarile delle responsabilità tra FAA, NORAD e alti comandi, assistiamo ad una serie di ordini dati in clamoroso ritardo o addirittura dati in modo sbagliato, per deviare i caccia in tutt’altra direzione. Nessuno dei responsabili ai vari livelli civile o militare è stato punito per questa serie incredibile di “ negligenze” che hanno causato migliaia di morti.

3.I DIROTTATORI.

E’ stupefacente come quegli stessi servizi di sicurezza che negli anni e nei mesi precedenti non avevano capito nulla di quello che si stava preparando contro l’America, riescano dopo poche ore dal super attentato a fornire al mondo nomi, cognomi e foto dei presunti terroristi. Sugli “zimbelli” dell’11 settembre, come li chiama Webster Griffin Tarpley, ci sarebbe tanto da dire: dalle procedure seguite per i loro visti d’ingresso, alle scuole di volo frequentate; dal fatto che alcuni di loro avessero avuto contatti con basi militari americane, alle “passioni” del loro presunto capo, Mohammed Atta, per le braciole di maiale, gli spettacoli di lap-dance e l’uso abituale di cocaina. Non male per un fondamentalista votato al martirio!Ma la domanda cruciale rimane una: i presunti dirottatori erano in grado di pilotare gli aerei? La questione va posta, ammesso e non concesso che davvero i “terroristi” siano saliti sugli aerei, cosa di cui non è stata fornita la minima prova. Infatti: a)non esiste nessun nome arabo nelle liste passeggeri; b)non c’è nessuna foto o filmato che mostri uno di loro all’imbarco dei voli dirottati; c) l’unico filmato disponibile mostra Atta e Alomari nella sala d’imbarco dell’aeroporto di Portland, ma questo complica ancor di più la faccenda. La partenza del volo AA-11 (quello su cui, secondo la versione ufficiale, saliranno Atta e Alomari) è prevista alle 7.45 da Boston. Perché i due, invece di trovarsi direttamente a Boston, preferiscono partire alle 6.00 da Portland, andando a rischiare una coincidenza così “stretta” tale che un banalissimo ritardo avrebbe potuto mandare tutto all’aria? Ma torniamo alla domanda di prima: gli attentatori erano in grado di pilotare gli aerei? Per la versione ufficiale, Atta era ai comandi di AA-11, che si schianta sulla prima torre; Alshehhi su UA-175, che colpisce la seconda torre; Hanjour era il pilota di AA-77, diretto contro il Pentagono. Piloti brillantissimi, capaci di manovre spettacolari ( lo vedremo meglio quando affronteremo il capitolo riguardante il Pentagono). Peccato, però, che questi assi del cielo non avessero mai visto né tantomeno pilotato un Boeing; anzi, a detta dei loro istruttori, erano incapaci di pilotare da soli persino un piccolo aereo da turismo. Come cavolo hanno fatto a dirigere un Boeing centrando gli obiettivi con assoluta precisione? Il tutto, peraltro, in una situazione di assoluta precarietà e stress psico-fisico e senza i normali ausili alla navigazione! Questo scenario è semplicemente impossibile. E allora? L’unica spiegazione plausibile è che gli aerei fossero telecomandati. Esiste la tecnologia per controllare e teleguidare un velivolo a distanza. Il ruolo degli “zimbelli”, nella migliore delle ipotesi, è stato quello di pedine finite in un gioco molto più grande di loro.

4.I CROLLI DEL WORLD TRADE CENTER 1,2 E 7.

Nell’immaginario collettivo è rimasto impresso lo spettacolare crollo delle Torri Gemelle, ma quel giorno, a venire giù ,fu anche l’edificio numero 7, un grattacielo di quarantasette piani non toccato da nessun aereo e interessato solo da un modesto incendio. Perché è crollato nessuno è riuscito a spiegarlo. Secondo le autorità le Torri Gemelle sono crollate a seguito degli incendi conseguenza dell’impatto degli aerei. Senza addentrarci in particolari tecnici che esulano dai limiti del presente articolo, esperti di fama mondiale hanno dimostrato che questo è materialmente impossibile e che il crollo degli edifici è stato il risultato diretto di demolizioni controllate. Non esiste un solo caso al mondo di un moderno grattacielo con struttura in acciaio crollato a causa di un incendio; anzi, esistono precedenti che dimostrano il contrario, come nel caso del rogo del Palazzo Windsor a Madrid nel 2005, un incendio durato quasi 24 ore che consumò l’intero edificio ma non lo scheletro in acciaio. Le Torri Gemelle avevano delle fortissime colonne centrali in acciaio che mai e poi mai l’ incendio sviluppato avrebbe potuto fondere,tanto da provocare il crollo verticale dell’edificio. Un’altra prova a favore della demolizione tramite esplosivi è data dal fatto che le parti non metalliche dell’edificio, come le lastre di cemento, si sono letteralmente polverizzate,cosa incompatibile con un cedimento strutturale. Del resto, le immagini parlano chiaro. Guardate le sequenze al rallentatore del crollo delle Torri nel film –Inchiesta a cura di Massimo Mazzucco “11 settembre, inganno globale”: le frecce indicano, dall’alto verso il basso i punti in cui si verificano gli effetti delle esplosioni, con “sbuffi” si fumo e polvere proiettate con forza verso l’esterno , anche verso l’alto. Infine ci sono le dichiarazioni dei diretti testimoni, soprattutto dei pompieri, che hanno riferito di avere chiaramente avvertito gli scoppi delle cariche esplosive. La differenza tra le Torri Gemelle e l’edificio sette consiste nel fatto che le prime sono state demolite dall’alto verso il basso, mentre il WTC 7 è crollato dalle fondamenta, con una demolizione di tipo tradizionale.

5. IL MISTERO DEL PENTAGONO

Il capitolo più misterioso di tutta questa storia piena di enigmi, riguarda il Pentagono, cioè la sede del Ministero della Difesa USA. Questa è davvero “la madre di tutte le menzogne” perché del Boeing che l’avrebbe colpito non c’è traccia. Nessun filmato, nonostante il Pentagono sia circondato da telecamere; nessun rottame , chiaramente riconducibile ad un aereo di quelle dimensioni. Il primo a denunciare l’assurdità della versione ufficiale dimostrando che a colpire il pentagono non può essere stato un Boeing 757 , un aereo lungo 47 metri e con un’apertura alare di 38 metri, è stato il giornalista francese Thierry Meyssan con il libro “l’Effroyable Imposture” pubblicato in Italia da Fandango con il titolo “L’incredibile menzogna: nessun aereo è caduto sul Pentagono”. La scena che si presenta subito dopo l’impatto non ha niente a che vedere con quella di un disastro aereo. Non si trovano neanche i motori, che sono la parte più compatta e resistente; il prato non presenta nessuna strisciata o bruciatura; la facciata colpita, prima che una parte crollasse a seguito dell’incendio, ha un buco di 3 - 4 metri. Se l’aereo si è “disintegrato” senza lasciare traccia (evento impossibile ) cosa ha potuto provocare un foro di uscita, nel terzo anello del Pentagono, simile a quello d’entrata nel punto dell’impatto? Mistero. La verità è che il Pentagono può essere stato colpito solo da un missile o da un drone ( aereo senza pilota). La conferma definitiva? Un Boeing che vola raso terra ad oltre 800 km orari è una manovra ritenuta impossibile ( vedi la testimonianza di due esperti piloti dell’Alitalia nello speciale tg1 del 19\02\06). Per altro, questa manovra ritenuta impossibile, sarebbe stata eseguita dal presunto dirottatore Hanjour, ritenuto lo zimbello della scuola di volo, incapace secondo gli istruttori di volare da solo su un monomotore! Siamo nel regno delle favole. Eppure ci sono ancora milioni di babbei disposti a credere a queste favole.

6. UNITED AIRLINES 93: CHE FINE HA FATTO ?

Secondo la versione ufficiale, il quarto aereo dirottato precipitò per la decisione eroica dei passeggeri di opporsi ai sequestratori ed evitare così conseguenze più tragiche. Ma anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un aereo “scomparso”. Nel presunto luogo dell’impatto, in un campo della Pennsylvania, tutto quello che si vide fu una buca di qualche metro con intorno pezzi di ferraglia di pochi centimetri. Anche qui, come nel caso del Pentagono, non si trova nessuna parte riconoscibile dell’aereo : non un pezzo d’ala, un timone di coda, un motore, un sedile, un portello, un finestrino; non c’è niente, solo piccoli frammenti che potrebbero essere qualsiasi cosa. Dunque, UA 93 non è “precipitato”, ma è stato abbattuto in volo come dimostrato dal ritrovamento di rottami e resti umani in un raggio di molti chilometri. Perché e chi diede l’ordine di abbattere l’aereo lo sapremo solo quando i veri complottisti dell’11 settembre, cioè i reali mandanti ed esecutori , verranno smascherati e puniti per i loro orrendi crimini.

CONCLUSIONE.

Per usare le parole dei titoli di due famosi libri di Maurizio Blondet, l’11 settembre si è trattato di un “Colpo di Stato in USA”, organizzato da “ Chi comanda in America”, per creare un clamoroso pretesto “ la Pearl Harbour del 21° secolo”, allo scopo di scatenare guerre già decise e cercare d’invertire la china discendente del potere americano nel mondo. Del resto, quella dei “pretesti”, è una costante nella storia americana : dall’esplosione e affondamento dell’incrociatore U.S.S. Maine, che nel 1898 scatenò la guerra ispano-americana, fino alle famose – e inesistenti! – “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein, la storia americana è costellata di pretesti costruiti ad arte per “drogare” l’opinione pubblica e organizzare il consenso necessario per le loro guerre di rapina e di sterminio. Tutto, naturalmente, in nome della “libertà” e della “democrazia” ( vedi l’inchiesta a cura di Mario Consoli “ Vecchi e nuovi vizi americani : dall’affondamento del Maine all’operazione Northwoods” su Rinascita del 14 novembre 2004). A dieci anni di distanza dalla strage dell’11 settembre , è giunto il momento che il castello di menzogne crolli per lasciar posto alla verità. Solo la verità ci renderà liberi.

Barrafranca, settembre 2011

Salvatore Marotta

Bibliografia essenziale/Videografia/Sitografia

11 settembre : colpo di stato in USA. Di Blondet Maurizio-Effedieffe-2001

Chi comanda in America. Di Blondet Maurizio- Effedieffe 2002

L’incredibile menzogna: nessun aereo è caduto sul Pentagono. Di Meyssan Thierry-Fandango-2002.

Il Pentagate. Altri documenti sull’11 settembre. Di Meyssan Thierry- Fandango2003.

Alice nel paese delle meraviglie e il disastro delle Torri Gemelle. Ecco perché la versione ufficiale dei fatti dell’11 settembre è una menzogna colossale. Di Iche David- Macro Edizioni- 2003.

Mistero americano. Ipotesi sull’11 settembre. Di Montesano Marina- Dedalo- 2004.

11 settembre. Cosa c’è di vero nelle “teorie del complotto”. Di Griffin David R. - Fazi 2005.

11 settembre. Bush ha mentito.Di Berg Philip J. , Rodriguez William- Editori Riuniti- 2006.

11 settembre. Inganno globale. Con DVD. Di Mazzucco Massimo – Macro Edizioni 2006.

La fabbrica del terrore made in USA. Origini e obiettivi dell’11 settembre. Di Tarpley Webster G. – Arianna Editrice – 2007.

Zero. Inchiesta sull’11 settembre. Con DVD. Di Chiesa Giulietto – Piemme – 2008.

www. luogocomune.net

www.disinformazione.it

domenica 4 settembre 2011

Sulla manovra

pensione

A bocciare la manovra economica di Tremonti basterebbe il fatto che, mentre si chiedono sacrifici agli italiani, e ovviamente ai soliti che pagano le tasse regolarmente, il governo Berlusconi continua a dilapidare il denaro pubblico finanziando la partecipazione italiana alle guerre americane, denominate missioni all'estero. Si calcola che la presenza italiana in Afghanistan costi all'erario circa 600 milioni di euro all'anno e se poi si pensa ai bombardamenti in Libia e al sostegno agli insorti contro Gheddafi, risulta chiaro che il popolo italiano continua ad essere ingannato in modo sfacciato. Mentre poi, le bacchettate di Trichet e degli altri pescecani della finanza mostrano come la sovranità nazionale italiana non esiste, mentre tutti gli italiani onesti sono costretti a pagare una crisi di cui sono responsabili solo i politici e i santoni dell'economia, il sistema salva se stesso confermando gli scandalosi privilegi della casta dei parlamentari, autentici parassiti che vivono da nababbi alle spalle di una nazione che tradiscono ogni giorno. Il numero dei parlamentari è rimasto qual era, i loro emolumenti non sono stati intaccati di un centesimo, così la possibilità per loro di ricevere una pensione ragguardevole anche con un solo giorno in parlamento è rimasta intatta. In questa bailamme di satrapi, non si salva nemmeno Napolitano che dall'alto del suo reddito di 220.000 euro l'anno, incita a continuare nelle guerre coloniali. E ci risparmiamo in questa sede le riflessioni sul fatto che l'euro ormai è fallito, che gli italiani ne hanno avuto solo danni, che bisogna uscire dall'Unione Europea per come l'hanno concepita e realizzata, che l'Italia deve ritornare ad una moneta nazionale forte, che abbiamo bisogno di una stagione di protezionismo e di "sacro egoismo", che l'economia si rafforza solo se si ha la capacità di creare nuovi posti di lavoro investendo nel settore pubblico e nella politica dei servizi. Cose che potranno essere fatte solo con un governo veramente al servizio dell'Italia e non degli stranieri. Per questo sarà necessaria una rivolta sociale che, speriamo, non tarderà ad arrivare e che farà piazza pulita dei furbastri che per il loro tornaconto stanno bruciando l'avvenire dei giovani e mandando il paese alla rovina.

Nicola Cospito

Ufficio Politico MNP

venerdì 2 settembre 2011

Lotta all'evasione: l'ultima bufala!

Guardia di Finanza

Molti italiani, ingenui e sprovveduti, seguono con comprensibile disorientamento l’iter della nuova manovra finanziaria, l’ennesima, che dovrebbe far rientrare l’Italia nei parametri europei dai quali negli scorsi anni abbiamo chiesto e ottenuto di sforare alla grande, con l’impegno però a rientrare negli anni successivi, cioè adesso.

Nella ridda di provvedimenti che appaiono, scompaiono, riappaiono, adesso è la volta dell’annuncio di un pesante giro di vite contro l’evasione e l’elusione fiscale.

Noi siamo assolutamente d’accordo, anche se la cosa sa tanto di ennesima bufala da parte di un Governo che, con i condoni, gli scudi fiscali, l’abolizione del reato di falso in bilancio, la prescrizione breve per i reati finanziari ecc. ha sicuramente fino ad ora aiutato e non combattuto gli evasori, peraltro autorevolmente incoraggiati dallo stesso Berlusconi che ha più volte dichiarato che, essendoci in Italia una pressione fiscale troppo elevata, gli evasori erano giustificati.

Adesso, sempre i suddetti italiani ingenui e sprovveduti, cercano di capire in cosa consisterà questa “epocale” (sic!) lotta all’evasione e ai suoi principali strumenti: le società di comodo e off-shore.

A questi italiani vogliamo dare una piccola mano con un suggerimento: andare a leggere su internet o sui giornali degli scorsi mesi gli atti e le conclusioni del processo Mills.

L’avvocato inglese David Mills, marito di una ministra della reale corona britannica (e già questo significa qualcosa!!!) è stato per anni il consulente di Silvio Berlusconi e della Fininvest, per conto dei quali ha creato catene di società di comodo e off-shore finalizzate all’evasione fiscale, alla creazione di fondi neri, all’esportazione di capitali all’estero nei paradisi fiscali.

Non solo, come risulta dagli atti processuali, parte di quei fondi sono stati utilizzati per operazioni di corruzione e di condizionamento dei vari poteri politici e istituzionali in Italia.

E’ già grave essere diventati una repubblica delle banane, ma essere governati anche da pataccari incapaci, corrotti e corruttori, è veramente troppo.

Quousque tandem?

Adriano Rebecchi

Ufficio Politico del MNP

Responsabile Provinciale F.N.

domenica 21 agosto 2011

Strage di Bologna: la verità vi farà liberi!

stragediBologna

La Procura della Repubblica di Bologna sembra abbia finalmente deciso di imboccare la “pista internazionale” per scoprire gli autori della terribile strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che ha causato “ufficialmente” 85 morti e oltre 200 feriti.

La notizia ha ovviamente gettato nello scompiglio tutto il mondo dell’antifascismo che da quella strage, subito etichettata come “fascista”, ha tratto nuova linfa per le sue campagne propagandistiche e se n’é servito come mezzo per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica da una gestione del potere che nei decenni si è rivelata sempre di più basata sulla corruzione ed il malaffare.

Per “noi” la notizia della recente svolta nelle indagini è solo la conferma di quello che abbiamo sempre pensato fin da quando, sul settimanale “Candido”, il giornalista e senatore missino Giorgio Pisanò aveva rivelato che durante la ricomposizione dei corpi erano stati rinvenuti altri resti oltre a quelli degli 85 morti ufficiali, e che quindi i morti in realtà non erano 85 ma 86, ed era ragionevole pensare che quei resti in più erano di un terrorista o di un corriere di esplosivi in transito, vittima di un incidente di percorso o di un complotto del quale anche lui era rimasto vittima.

Questa notizia fu sempre snobbata nel clima imperante nel quale tutti volevano e avevano bisogno che la strage fosse “fascista”, dal potere politico alle Autorità istituzionali, dai Servizi più o meno deviati alla Magistratura, dai media alle lobby della disinformazione, dagli intellettuali impegnati ai tromboni dell’antifascismo.

Tutti i successivi interminabili processi non hanno fatto altro che condannare dei colpevoli di comodo, ovviamente “fascisti” o “presunti tali”, sacrificati sull’altare della “ragion di Stato” e per dare soddisfazione a quell’Associazione Vittime della Strage di Bologna i cui esponenti, intrisi e abbeverati di antifascismo, hanno dimostrato di preferire ad una verità scomoda una bugia che placasse il loro delirante antifascismo.

Adesso non resta che aspettare che la Magistratura faccia il suo corso e, liberata dalla cappa di conformismo che finora l’ha imprigionata, dia finalmente una chiara risposta sui nomi dei responsabili, dei mandanti e di coloro che per opportunismo o carrierismo hanno contribuito a depistare e sviare le indagini.

Per quanto riguarda la richiesta di togliere dalla Piazza della stazione di Bologna la lapide che condanna la “strage fascista”, richiesta avanzata da alcuni “indegni” ex missini che, comodamente assisi nella mangiatoia del potere si sono ben guardati in questi anni dal pretendere la ricerca della verità, come abbiamo avuto occasione di scrivere anni fa, riteniamo che quella lapide non vada rimossa.

Per 30 anni quella lapide ha seminato odio, per 30 anni migliaia e migliaia di scolaresche l’hanno letta come dimostrazione del “male assoluto”, toglierla significa far sparire la prova delle aberrazioni alle quali è sceso questo regime antifascista e sedicente democratico.

La lapide va lasciata, così com’è, ma di lato va posta un’altra lapide, sulla quale venga spiegato, per le future generazioni, a quale livello può giungere l’odio ed il settarismo politico di chi, non avendo altre ragioni o idee da contrapporre al suo avversario, ricorre alle menzogne e alle speculazioni propagandistiche più atroci, anche sulla memoria di tante vittime innocenti. 

Non diamo al sistema l’opportunità di far sparire la prova delle sue malefatte.       

Adriano Rebecchi

Ufficio Politico del MNP

Responsabile Provinciale F.N.

sabato 13 agosto 2011

L’ultimo regalo del “pataccaro”

Berlusconi Tremonti pinocchio
Il Governo ha approvato nella notte una nuova manovra finanziaria aggiuntiva di ben 45,5 miliardi di euro, una superstangata che si aggiunge a quella pesantissima già decisa nello scorso mese di luglio.
Berlusconi non ha trovato di meglio per giustificarsi che la patetica frase: “il nostro cuore gronda sangue perché uno dei vanti del nostro governo era di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani”.
Invece il cuore degli italiani gronda rabbia e incazzamento!
Perché il multimiliardario Silvio Berlusconi è sceso in politica per attuare il piano della P2 ma anche per salvare le sue aziende sommerse di debiti e le ha salvate, se è vero com’è vero che le suddette società hanno avuto in questi anni un crescendo di utili e di attività e questo malgrado la crisi.
Perché in questi anni ci ha mentito ripetendo fino alla noia “che eravamo messi meglio delle altre nazioni” e “che saremmo usciti dalla crisi prima e meglio degli altri”.
Perché le uniche leggi che ha fatto nei 9 anni nei quali ha complessivamente governato, oltre alle leggi “ad personam” e “porcata” che lo interessavano direttamente, sono state i condoni e le sanatorie che hanno premiato gli speculatori, gli evasori, i corrotti, gli esportatori illegali di capitali, la malavita ed il malaffare.
Perché le attuali severe misure di rientro nei parametri Deficit-Pil non ci sono state imposte dall’Europa “oggi”, ma erano l’impegno che lo stesso Berlusconi “aveva preso a suo tempo” quando aveva chiesto e ottenuto dall’Europa di sforare alla grande da quei parametri nei quali non riuscivamo a rientrare a causa della crisi e della debolezza della nostra economia.
Un’Europa che ci sta dando un sostanzioso aiuto acquistando grandi quantitativi di Btp che l’Italia emette per far fronte alle spese quotidiane di funzionamento della macchina statale, Btp che però, visto il nostro gigantesco debito pubblico, sono quasi “carta da formaggio” e per collocarli dobbiamo garantire a chi li compra rischiando rendimenti sempre più alti.
Adesso che tutti i nodi vengono al pettine, dovremo pagare e pagare per tanti anni, gli errori e le furbate propagandistiche di questi sedici anni di berlusconismo, concretizzatosi in 9 anni di gestione diretta del potere e in 7 anni di pesante condizionamento dei numericamente deboli e divisi governi di centrosinistra.
Quello che personalmente ci indigna e ci fa incazzare ancora di più è che Berlusconi ha potuto fare quello che ha fatto grazie anche alle simpatie, all’avallo e alle complicità di molti ambienti della cosiddetta “nostra“ Area, quella cioè al di fuori di Alleanza Nazionale.
Chi per anticomunismo, pur sapendo, perché non poteva non sapere, che le prime grandi imprese immobiliari ed edilizie della famiglia Berlusconi degli anni ‘70 sono state fatte, con soldi di dubbia provenienza, grazie alle provvidenziali licenze edilizie concesse dalle tante giunte rosse di allora, tutte lautamente finanziate (o corrotte) dal nascente impero berlusconiano.
Chi per pregresse simpatie per l’inesistente e utopica terza via socialista craxiana, che li ha portati a tifare per il “grande amico” di Craxi e per la sua ancora più inconsistente e fasulla terza via di politica internazionale.
Chi per giusta avversione al mondo delle Banche e della Finanza, pur sapendo, perché non poteva non sapere, che Berlusconi ed il suo socio Ennio Doris sono gli unici veri banchieri in Italia, perché loro non sono Presidenti o Amministratori delegati eletti da consigli o assemblee di azionisti, ma sono gli unici e soli proprietari della Banca Mediolanum e del suo annesso impero.
Qualche giorno fa un componente dell’Ufficio Politico del MNP ha concluso il suo intervento sulle vicende della crisi dicendo che Berlusconi “deve essere mandato a casa, con le buone o con le cattive”.
Facciamo nostro e ampliamo quell’appello, perché oltre a Berlusconi devono essere mandati a casa anche tutti i suoi complici, sodali e servi sciocchi, a cominciare dai leghisti e dagli ex alleanzini.
Con le buone o con le cattive!
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP e Responsabile Provinciale F.N.

lunedì 1 agosto 2011

HOMO SAPIENS: IL FALLIMENTO DI UNA SPECIE

terra nel petriolo
HOMO SAPIENS: IL FALLIMENTO DI UNA SPECIE

Al disopra di tutte le particolari opinioni e degli accaniti dibattiti, non è ormai possibile a nessuno sottrarsi all'amara conclusione che la nostra specie, non ostante il presuntuoso nome assegnatale da Linneo, è fallita. Ed è fallita, crediamo, proprio per la sua proclamata "sapienza", ossia la "ragione", che dovrebbe assegnarle la priorità su tutte le altre.
E' questa una costatazione, non una spiegazione.
Non siamo in grado, nè presumiamo, di comprendere con chiarezza il motivo per cui la ragione umana, che accompagnò le sue eclettiche caratteristiche fisiche per tutta l'esistenza della specie, permettendole di tener validamente testa alle difficoltà ambientali, a un certo punto, abbastanza recente, della sua storia, abbia assunto caratteri patologici e incompatibili con la vita. Saremmo portati ad assimilare il fenomeno a quello dei tessuti cancerosi, che certamente si sviluppano grandemente, ma lo fanno provocando la necrosi di quelli sani, e, al fine, anche di se stessi e dell'intero organismo.
Ma, se appuntiamo la nostra attenzione sugli effetti, allora ogni incertezza scompare, tanto essi sono orribili ed evidenti.
Il primo fu che il progresso tecnologico più travolgente non si rivolse ai mezzi per giovare, ma a quelli per nuocere. Nel giro di pochi decenni divenne possibile distruggere la Terra con una fatica minore di quella occorrente per sbucciare una mela: semplicemente spingendo qualche bottone. E la gerarchia tra le nazioni fu determinata esclusivamente dal possesso di tale diabolica possibilità di dare la morte, non ai guerrieri avversari, ma soprattutto agli inermi e agli indifesi. Autentici babau degli antichi, come un Attila o un Tamerlano, divennero innocui sbarazzini se confrontati a certi "colletti bianchi" del Duemila, col sorriso fino alle orecchie.
Il secondo fu che, nel contempo, la biosfera, ossia il sottilissimo strato superficiale del Globo in cui è possibile la vita, fu incoscientemente saccheggiato o reso tossico, solo per stolta avidità di lucro di pochi speculatori.. Aria non più respirabile, acqua non più bevibile, cibi solidi patogeni e non più affidabili, risorse vitali in genere in esaurimento. Gli U.S.A., la nazione-guida dei popoli, è quella più ecologicamente degradata, e gli americani continuano giulivi a consumare un ettolitro al giorno pro-capite di acqua dolce, mentre persino la grande falda acquifera di Oglala vede chiudere i pozzi per inquinamento. Sistemi di pesca sempre più distruttivi mantengono un livello quantitativo di pescato (altamente inquinato) mentre i flutti vedono scomparire ogni anno specie intere di pesci, molluschi e crostacei eduli. Che ne è stato del krill? Che ne è stato del merluzzo antartico ? Per quanto attiene alla tragedia degli inquinamenti, va poi tenuto presente (e chi dovrebbe farlo ?) che, per inquinare, basta un mese o anche meno, ma per disinquinare occorrono secoli (secoli: non è un refuso). Quando il sudiciume di superficie ha raggiunto una falda, essa può considerarsi PERDUTA ! Che berrà l'Homo sapiens, tra vent'anni ? Acqua cosiddetta minerale ? E si parla di falde sotterranee. Ma ormai si è arrivati a inquinare di petrolio persino gli oceani e le loro coste !
Ma il terzo risultato, che abbiamo tutti quotidianamente sotto gli occhi, del crollo mentale umano, è forse il più sconfortante. E' l'atteggiamento dei nocchieri della "civiltà moderna" davanti ai due risultati che abbiamo tratteggiato, e che, di certo, nessuno auspica. Cercano forse essi di arginare e limitare i danni ? Cercano forse di ritoccare il folle modello di sviluppo che quei risultati orrendi ha conseguito ? Neanche per sogno ! Tutto il loro sforzo è nella ricerca di espedienti per ingannare la gente, per additarle pulsioni illusorie e futili in luogo di quella di salvarsi, per inventarsi capri espiatori, per nascondere la verità. E' l'incremento, non della consapevolezza, ma dell'incoscienza. Come bambini sciocchi, essi cercano di coprire con le bugie le loro malefatte. E che, in buona parte, vi riescano, la dice chiara anche sul livello mentale di quelli che ci cascano.
Si supera il livello massimo sopportabile di inquinamento aereo urbano? Basta fare una leggina e aumentare quel livello ! La delinquenza organizzata è più armata delle "forze dell'ordine" ? Si aumentino le difficoltà burocratiche per ottenere il porto d'armi ! La storia insegna l'anamnesi della fatale pazzia ? Si cambia la storia con legge civile e penale, sostituendole una narrazione fantasiosa di comodo ! Non solo si è fatto e si continua a fare il danno: si proibisce e demonizza ogni antidoto ! Un fallimento volutamente provocato, ossia una bancarotta fraudolenta, diremmo.
Così la specie umana, nemica del Cosmo e di se stessa, sta chiudendo ingloriosamente il proprio ciclo, trascinando nella propria rovina tutto ciò che ha infettato col suo contatto, mentre i mentecatti al "potere" si comportano come se disponessero di un pianeta di ricambio.
E le stelle continueranno ad ignorarla.
Rutilio Sermonti
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