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domenica 18 settembre 2011

Femminismo a corrente alternata

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Mara Garfagna
L’immagine che il presidente del consiglio Berlusconi sta dando al Paese, all’Europa ed al mondo è quella di un povero puttaniere maniaco ed ossessivo che, miserabilmente, non riesce a volare più in alto del basso ventre delle escort che solleciti lenoni gli procurano e che paga fior di quattrini quelle donne che si vanta di conquistare con il suo fascino e che invece gli si concedono solo per denaro, favori e gioielli!
Purtroppo il giudizio degli stranieri coinvolge anche tutti gli italiani che sono governati da un simile individuo che non è lì per caso, ma è stato regolarmente eletto, come egli ama sempre ricordare!
Le intercettazioni ( meno male che ci sono..! ) sono lo strumento che permette agli italiani di conoscere a fondo in quali mani hanno messo il Paese e quali siano le priorità di chi invece dovrebbe curare gli interessi di una nazione allo sbando, in crisi economica, produttiva, di sviluppo e di credibilità internazionale!
Storia vecchia, lo andiamo dicendo, inascoltati, da anni ed ora il bubbone è così putrido e maturo che è scoppiato impuzzolendo l’aria di un fetore di lordura e di marciume che non è più possibile ignorare.
Se persino quel povero di spirito, parassita e cinico di Bossi se ne è accorto e sta prendendo le distanze, vuole proprio dire che lo scandalo non è più contenibile e che la fine è vicina.
Quello che, nonostante gli anni ci abbiano abituati al cinismo, all’arrivismo, alla svendita degli ideali o alla loro assoluta assenza, ci colpisce ancora è come facciano le donne del PDl che sempre blaterano di diritti delle donne, di quote rosa, di difesa della dignità femminile a non incavolarsi, ma addirittura a difendere Silvio Berlusconi che, a parte la figura da poveraccio che sta facendo, è indubbiamente uno che la dignità femminile la mette sotto i piedi, che la compra, la umilia la prostituisce!
Come mai non si sentono la Gelmini, la Carfagna, la Prestigiacomo, la Meloni, la Brambilla, la Santanché, la Letizia Moratti, la Iva Zanicchi, la Alessandra Mussolini e tutte le donne del PDL parlare in difesa della dignità femminile così duramente calpestata?
Dove hanno messo costoro la loro passione civile, la loro battaglia in difesa dei diritti delle donne, la loro intransigenza sul diritto alla parità ed alla dignità?
Tanto silenzio o addirittura la difesa d’ufficio delle male azioni di Berlusconi verso tante ragazze, fa dubitare delle loro buona fede e insinua il dubbio che anche loro siano state comperate con il potere ma mettendosi così alla stessa stregua di quelle altre che frequentano i festini di Arcore e di palazzo Grazioli scambiando dignità con incarichi di prestigio e coscienza con il privilegio di appartenere alla casta politica!
Non dimostrano nemmeno un’intelligenza particolarmente brillante perché legandosi così tenacemente ad una barca che sta affondando non potranno che affondare anche loro come le mogli del Marajà che alla sua morte vengono immolate sulla stessa pira funebre.
Ma forse sono coscienti di non possedere le doti minime necessarie per fare politica senza l’aiuto del loro “Padrino” per cui tale scelta è scelta obbligata e senza alternative!
Alessandro Mezzano

giovedì 10 febbraio 2011

Il governo degli immorali



 
Il Governo Berlusconi, cioè il governo Berlusconi-Scilipoti-Razzi (dal nome dei due parlamentari ex dipietristi che lo tengono in vita artificialmente dal 14 dicembre 2010, giorno dal quale è rimasto senza una propria maggioranza), oggi meglio conosciuto come il governo degli “immorali”, sta giocando tutte le carte per sopravvivere al proprio acclarato fallimento.
L’ultima in ordine di tempo è l’annunciata “scossa per l’economia”, per “rilanciare la crescita”, propagandisticamente presentata con tutti i ministri schierati a fare da cornice al padrone, scossa che si sostanzia del nulla più assoluto: proroga dei soliti irrisori incentivi, elenco delle solite opere pubbliche già programmate da tempo e una pioggia di liberalizzazioni.
A proposito di queste ultime, in particolare di quelle che verranno attuate modificando l’art.41 della Costituzione sulla “libertà di iniziativa economica”, è appena il caso di notare che, in un Paese (Nazione lo eravamo tanti anni fa) che ha il primato del malaffare, malaffare che si serve essenzialmente di attività e società fittizie di ogni genere per coprire il narcotraffico, il riciclaggio, il pizzo, le tangenti, le truffe, l’evasione, queste liberalizzazioni saranno una vera e propria manna e, per loro sì, utili a rilanciare la crescita delle attività illecite.
Ovviamente, in tutta questa “scossa per l’economia”, NON C’E’ UN EURO per le famiglie, per i disoccupati e cassintegrati, per i pensionati, per le medie e piccole imprese!
Ma, dietro a questa cortina fumogena gettata in faccia agli sprovveduti e illusi benpensanti tifosi del “governo del fare”, ci sono in realtà le VERE RIFORME che stanno a cuore a Berlusconi: il PROCESSO BREVE (per cancellare i suoi), lo STOP alle INTERCETTAZIONI (per garantire la privacy sua e della sua corte dei miracoli), la RIFORMA della GIUSTIZIA (per poter controllare i Pubblici Ministeri) e l’IMMUNITA’ (per garantire a lor signori l’impunità per la politica corrotta).
Il tutto da conseguire grazie a due diverse e interessate fedeltà: quella della Lega che, se non porta a casa uno straccio di Federalismo Fiscale, rischia il linciaggio da parte dei tanti padani illusi e quella “molto interessata” di una raccogliticcia maggioranza parlamentare fatta di personaggi che hanno svenduto ideali, valori e dignità, per arrivare alla sospirata greppia e che, pur di mantenere la mangiatoia, sono pronti a qualunque prostituzione politica.
Ma è solo il trascinarsi di una penosa, indecente agonia, la pagina più squallida nella storia già di per sè non esaltante di questa Repubblica democratica resistenziale, la plateale conferma del fallimento del progetto ispirato a quello piduista di “Rinascita Democratica”, che più che un utopistico libro dei sogni si è rivelato un libro mastro del malgoverno e del malaffare.   
 
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP